"AUSCHWITZ 1270 TO THE PRESENT"
Note critiche di Carlo Mattogno

Debórah Dwork e Robert Jan van Pelt sono gli autori di un voluminoso libro, apparso nel 1996, dal titolo Auschwitz 1270 to the present(1). La seconda parte dell'opera è dedicata alla storia del campo di Auschwitz, ma presenta poco o nulla di originale, costituendo un semplice ampliamento dell'articolo di Robert Jan van Pelt A Site in Search of a Mission(2).

Il volume è riccamente illustrato e reca un inserto di 24 pagine non numerate in carta lucida intitolato Plates. Blueprints of Genocide, in cui sono riprodotte 20 piante (3), ma i suoi pregi si esauriscono qui. I difetti, invece, sono molti e gravi.

I) La metodologia

1)Anzitutto, la metodologia adottata dagli autori è scientificamente carente. Essi si richiamano ad una sorta di procedimento induttivo che vuole risalire dal documento - i disegni della Zentralbauleitung - all'intenzione che lo ha animato:

    "Every decision Himmler took with regard to Auschwitz, or Höss took about the camp over which he reigned, had implications for the physical site. If prisoners were to be shipped in, barracks were needed; if the deportees' goods were to be claimed for the Reich, storehouses were required. If masses of people were to be murdered, incinerators to burn their bodies were essential. The documents of the Building Office archive retrace the course in reverse from the structure back to the decision, the thinking, the idea. These materials illuminate the possibilities the Germans considered and the options they chose, their ambition as well as its outcome"(4).

Tuttavia questo procedimento è inficiato già in partenza dal fatto che esso non si basa quasi mai su documenti scritti, ma quasi sempre su testimonianze. Gli autori manifestano una ignoranza pressoché totale dell'organizzazione e dei compiti della Zentralbauleitung di Auschwitz, nonché delle procedure tecniche e amministrative che regolavano la costruzione dei vari Bauvorhaben, Bauwerke e Bauabschnitte di sua competenza(5). Da ciò non possono scaturire che gravi errori e fraintendimenti. Gli autori mostrano inoltre una straordinaria ignoranza della enorme mole di documenti della Zentralbauleitung che riguardano specificamente la progettazione e la costruzione del campo. I documenti di questo tipo da essi menzionati sono pochi e male interpretati. Non stupisce dunque che i risultati dei loro procedimenti induttivi siano elucubrazioni fallaci che non trovano alcun riscontro nella realtà.

Un altro rimprovero che bisogna muovere agli autori è la loro sfrontata assunzione di tesi elaborate da Jean-Claude Pressac senza il minimo riferimento alla fonte, come se si trattasse di loro scoperte; in tutto il libro, lo studioso francese è nominato una volta sola! Rispetto all'ultimo libro di Jean-Claude Pressac (6), che pure costituisce un notevole regresso rispetto all'opera precedente (7), Auschwitz 1270 to the present rappresenta una pesante ricaduta in quella storiografia aberrante giustamente da lui stigmatizzata come

    "based for the most part on testimonies, assembled according to the mood of the moment, truncated to fit an arbitrary truth and sprinkled with a few German documents of uneven value and without any connection with one another"(8).

E in effetti gli autori confessano candidamente:

    "Our first and greatest debt is to the survivors, whose oral histories were a vital source of information" (p.379).

Ciò è vero alla lettera: gli autori "dimostrano" infatti la realtà del presunto sterminio in massa ad Auschwitz ricorrendo esclusivamente alle testimonianze, con l'assiduo ausilio del Kalendarium di Auschwitz, sicché essi offrono un semplice riassunto di ciò che era già noto, ma con un nuovo inquadramento storico e con molti spropositi supplementari. In ciò che segue, espongo alcuni tra quelli più grossolani, che mostrano ad abundantiam l'incompetenza, la mancanza di senso critico e anche la maladefe dei due autori.

II) Progettazione, finanziamenti, costruzione del campo

2) Secondo i due autori, la pianta del KGL del 7 ottobre 1941 prevedeva l'alloggiamento di 97.000 detenuti.

    "This plan was modified at a mid-October meeting, and the second version became the basis for the fourteen-page accompanying document explaining the design. The single most important change was an expansion of the camp's capacity from 97,000 to 125,000 inmates. One drawning, illustrating a section of the standard hut to be built, makes it absolutely clear that this increase was achieved simply by cramming more inmates into the same space. The original drawning, signed by Bischoff on 8 October, listed a capacity of 550 men. A while later Bischoff crossed out "550" and replaced it with "744". Nothing else had changed " (p.263).

La ragione di questo cambiamento addotta dagli autori è sorprendente:

    "Perhaps Bischoff's decision was inspired by the arrival of the first prisoners of war. Like so many other Germans, he perceived the starved, ill, and emaciated men as subhumans entitled to even less living space than he originally had allotted them" (p.263).

Ancora più esplicitamente i due autori affermano:

    "The designs illustrate the ideology reflected in Bischoff's stroke of the pen through the number 550 and insertion of 744. The German identification of the Soviet soldier as an Untermensch was translated into architectural terms" (p.265).

In realtà nelle due piante summenzionate non appare alcuna indicazione riguardo alla loro capacità e non esiste alcun documento da cui risulti che per il KGL fosse prevista inizialmente una capacità di 97.000 detenuti. L'ordine di costruzione del KGL, impartito dall' SS-Oberführer Kammler - allora capo dell' Amt II dello Hauptamt Haushalt und Bauten - con effetto retroattivo il 1 novembre 1941, diceva esplicitamente:

    "Der Baubefehl für die Errichtung eines Kriegsgefangenenlagers in Auschwitz zur Unterbringung von 125.000 Kriegsgefangenen wird hiermit erteilt"(9).

Dunque l'aumento di forza menzionato dagli autori è pura fantasia. Contrariamente a ciò che essi sostengono, la pianta del KGL del 15 ottobre 1941 presenta almeno due rilevanti differenze che giustificano la necessità del nuovo disegno: il settore "Unterkünfte für Wachtruppe" inserito a est della futura Bauabschnitt III e l'eliminazione del "Kommandanturgebäude" prima collocato all' ingresso al campo(10). Non c'è dubbio che la pianta di una "Unterkunftbaracke für ein Gefangenenlager" prevedesse una capacità di 550 uomini e che questa cifra sia stata camcellata a matita e sostituita con 744, tuttavia si ignora quando e perché sia stata apportata questa modifica e comunque essa non ha alcuna relazione con la capacità totale del campo. Resta infine da stabilire da dove gli autori abbiano tratto la capacità di 97.000 prigionieri. Nell'inserto "Blueprints of Genocide" i due autori commentano così la pianta del KGL del 7 ottobre 1941:

    "To the left is the quarantine camp for 17,000 men. Built as drawn, it became the women's camp in late 1942. To the right, centered on an enormous Appelplatz (roll call place), is the camp proper, designed to hold 80,000 men".

Come ho già rilevato, queste cifre non si trovano sulla pianta ed è chiaro che gli autori le hanno ricavate semplicemente moltiplicato il numero degli "Unterkunftsgebäude" per la capacità di una "Unterkunftbaracke" e arrotondando i risultati, cioè:

    (30 x 550) = 16.500, arrotondato dagli autori a 17.000; (144 x 550) = 79.200, arrotondato dagli autori a 80.000; (17.000 + 80.000) = 97.000!

3) Riguardo al preventivo di costo iniziale del KGL, gli autori scrivono che "the total budget was to be 8.9 milion marks" (p.264) e aggiungono:

    "The SS head office reduced the total cost from 8.9 million marks to 7.7 million, as the standard rate for labor costs did not apply, the prisoners were to build the camp themselves, free of charge" (p.265).

Questa affermazione è il risultato di una grossolana incomprensione degli autori. Il "Kostenvoranschlag für den Vorentwurf über den Neubau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS Auschwitz O./S." redatto il 30 ottobre 1941 prevedeva un costo totale di 8.900.000 RM. (11). Dopo l'esame tecnico-specialistico dell'organo competente (12), questa somma fu abbassata a 8.553.700 RM, da cui fu defalcato il 10% "für Häflingsarbeit", arrotondato a 853.700 RM, perciò la somma finale prevista fu di 7.700.000 RM (13).

4) I due autori rilevano poi quanto segue:

    "Bischoff arrived in Auschwitz on 1 October. Within a few weeks he had compiled a budget: he would need 13,6 million marks for the first phase of the project, and another 7 million to complete building the whole camp. Significantly, the budget stated that 'a license number will be given by the chemical industry through IG Farben', which meant that the camp would receive material allocations from the resources at the disposal of Krauch, the plenipotentiary general for special questions of chemical production. Kammler approved the budget and forwarwed a copy to Krauch, who was taken aback by the proposal. [...]

    In response to IG Farben's unwillingness to support a 20,6 million operation, Bischoff proposed two plans. The first, budgeted at 2.02 million marks, was called "Provisional Expansion of the Concentration Camp Auschwitz O/S [Oberschlesien, or Upper Silesia]," which was to be built with construction material supplied through IG Farben. Its main purpose was to demonstrate responsability to the corporation. The second plan, "Building Project Auschwitz", budgeted at 20.6 million marks, was Bischoff's real agenda" (pp.214-218).

Qui i due autori prendono un abbaglio madornale.

Secondo le disposizioni di Speer come Generalbevollmächtigte für die Regelung der Bauwirtschaft (in forma abbreviata: G.B.-Bau), la realizzazione di un Bauvorhaben richiedeva, come atto amministrativo preliminare, la sua classificazione (Einstufung) nelle liste dell'ordine di precedenza del distretto di appartenenza (Wehrkreisrangfolgelisten). Al momento dell'inserimento in tali liste, il Bauvorhaben riceveva un numero di riconoscimento (G.B.-Bau Kennnummer) che rappresentava, per così dire, il suo atto di nascita amministrativo e avviava tutte le procedure necessarie per la costruzione, a cominciare dall'assegnazione dei materiali edilizi. Per gli impianti chimici la procedura era la stessa, ma essi dipendevano dal Generalbevollmächtigte für Sonderfragen der Chemischen Erzeugung Carl Krauch.

Il Bauvorhaben del futuro campo di Monowitz apparteneva al complesso chimico IG Farben e ricevette perciò il Bau-Kennnummer "0. Wo-E (Chem) Katt. 3009". A ciò si riferisce il "license number" menzionato da Dwork e van Pelt. Secondo la lettera di Bischoff al WVHA del 17 marzo 1942 per il Bauvorhaben suddetto erano stati preventivati 4.660.000 RM, per i restanti Bauvorhaben dipendenti da Speer 19.594.300 RM così ripartiti:

    SS-Unterkunft und K.L. Auschwitz: 7.057.400 RM
    Kriegsgefangenenlager der Waffen-SS: 9.663.900 RM
    Landwirtschaftliche Bauten: 2.442.000 RM
    Sonstiges: 193.000 RM
    Hauptwirtschaftslager der Waffen-SS: 238.000 RM (14).

E' dunque insensato affermare che i Bauvorhaben dipendenti da Speer dovessero " receive material allocations from the resources at the disposal of Krauch" e che la IG Farben li dovesse finanziare.

5) Nell'interpretazione dei due "plans" di Bischoff, gli autori danno un altro saggio di straordinaria ignoranza. In effetti, l' Erläuterungsbericht zum prov. Ausbau des Konzentrationslager Auschwitz O/S del 15 luglio 1942, con un preventivo di 2.026.000 RM, non ha nulla a che fare con la IG Farben, ma si riferisce semplicemente ai lavori relativi al campo di Auschwitz eseguiti nel primo e secondo anno finanziario di guerra, come viene spiegato chiaramente a pagina 9 del documento (15); l' Erläuterungsbericht zum Bauvorhaben Konzentrationslager Auschwitz O/S, parimenti datato 15 luglio 1942, si riferisce invece ai lavori da eseguire nel terzo anno finanziario di guerra, come si legge a pagina 19 del documento(16).

6) I due autori affermano inoltre che i presunti Bunker omicidi "physically, were located outside Birkenau" ma "administratively, belonged to the main camp" (p.321).

Ma allora perché di questi Bunker non appare alcuna traccia né nell' Erläuterungsbericht zum prov. Ausbau des Konzentrationslager Auschwitz O/S né nell' Erläuterungsbericht zum Bauvorhaben Konzentrationslager Auschwitz O/S, che sono entrambi datati 15 luglio 1942 (periodo in cui i due presunti Bunker omicidi erano già operativi) e che si riferiscono entrambi "administratively" al "main camp" di Auschwitz?

I due autori non si pongono neppure la domanda.

III) Deduzioni fantasiose

I due esempi che seguono mostrano in modo particolare con quanta sfrenata fantasia D.Dwork e R.J. van Pelt interpretino i documenti.

7) Nel rapporto annuale per il 1941 redatto da Kammler in qualità di capo dell' Amt II - Bauten dell' Hauptamt Haushalt und Bauten, D. Dwork e R.J. van Pelt hanno trovato la seguente frase:

    "Model designs have been drawn for permanent and provisional delousing installations for the Waffen SS, the police, and concentration camps, and for provisional and permanent crematoria, incinerating sites, and execution grounds of various kinds" (p.218).

Il testo tedesco dice:

    "Für Entlausungsanstalten der Waffen-SS, Polizei und KL in fester und behelfsmässiger Bauweise wurden Richtzeichnungen bearbeitet, desgleichen für die behelfsmässigen und festen Krematorien, Verbrennungsstätten und Exekutionsanlagen verschiedener Art" (17).

Poi i due autori pongono questo documento nel contesto della presunta convocazione di Höss a Berlino da parte di Himmler (p.280) e, attraverso il noto passo del Mein Kampf in cui Hitler auspica che "at the beginning of the War and during the War twelwe or fifteen thousand of these Hebrew corrupters of the people had been held under poison gas" (p.281), giungono a questa sorprendente conclusione:

    "Himmler's instruction to Höss was, we believe, a result of Hitler's instruction to Himmler. Hitler had made it clear that, if revolution was attempted during this war as it had been at the close of the last war, the participants and the camp inmates were to be killed in extermination installations in the concentration camps" (p.282).

Incredibilmente, dal semplice termine "Exekutionsanlagen" (per di più mal tradotto con "execution grounds"), i due autori desumono un piano di uccisione di tutti i detenuti dei campi di concentramento!

8)D. Dwork e R.J. van Pelt scrivono ancora:

    "Eichmann telephoned Kammler to ask him when the crematoria would be ready. Informed only by Bischoff, who was loath to admit that construction had fallen two months behind schedule, Kammler reported the current official prognosis: crematorium II would be operational on 31 January, crematorium IV on 28 February, and crematorium III on 31 March" (p.329).

La telefonata di Eichmann non è attestata da alcun documento ed è una semplice invenzione dei due autori, i quali, per completare l'inganno, lasciano intendere che "Kammler reported" i dati summenzionati ad Eichmann, il che è un'altra invenzione. Il documento al quale gli autori si riferiscono è la lettera di Bischoff a Kammler del 18 dicembre 1942 (18), dalla quale soltanto con una fantasia prodigiosa si possono dedurre le invenzioni dei due autori.

IV) La presunta visita di Himmler ad Auschwitz nel 1943

9) D. Dwork e R.J. van Pelt dichiarano:

    "Crematorium III was transferred to the camp authorities on 24 June [1943], after Salonika had become Jew free. The camp now had an official daily incineration capacity of 4,756 corpses and, according to Vrba and Höss's aide Franz Hössler, Himmler came to see what he had wrought. All four crematoria in Birkenau had been completed, but the precise date is unknown. Höss himself never mentioned this visit. Himmler arrived at Auschwitz at eight o'clock and was expected to attend a gassing after breakfast at nine, Vrba has reported".

Seguono altre tredici righe nelle quali i due autori descrivono la presunta gasazione basandosi sulla testimonianza di Rudolf Vrba (pp.332-333).

Il riferimento a Franz Hössler è tratta dalKalendarium di Auschwitz di Danuta Czech (nota 64 a p.418). In quest'opera, nella nota introduttiva all'anno 1943, D.Czech scrive:

    "Die Gründe für diese Dreiteilung teilt der Reichsführer SS Höss persönlich mit, höchstwahrscheinlich während seines dritten Besuchs in Auschwitz im Sommer 1943, den Höss wegen der für ihn unangenehmen Folgen nicht mehr erinnert bzw. in seiner Autobiographie nicht erwähnt. Wie Franz Hössler, in seiner Aussage während des Bergen-Belsen-Prozesses, mitteilt, hat Himmler während seines Besuchs im Sommer 1943 das Lager Birkenau besucht" (19).

Al processo Belsen, l'ex SS-Obersturmführer Franz Hössler dichiarò:

    "Whilst I was there the place was inspected by Obergruppenführer Glücks from Berlin in summer, 1943. [...]. The camp at Birkenau was also inspected by Himmler whilst I was there in summer, 1943, who said the same - that conditions would be altered - but again nothing was done"(20).

Quanto sia attendibile questa affermazione risulta dal fatto che Hössler vi confonde Pohl con Glücks. In effetti, l' SS-Brigadeführer Glücks visitò Auschwitz nell'inverno 1943 non nell'estate (precisamente, il 7 gennaio)(21). Nell'estate 1943 - il 17 settembre - ci fu invece la visita dell' SS-Obergruppenführer Pohl (22).

Le due visite di Himmler ad Auschwitz, il 1 marzo 1941 e il 17 e 18 luglio 1942, sono ineccepibilmente attestate da documenti. La presunta terza visita, invece, è talmente evanescente che se ne ignora persino il mese preciso! D. Czech, nel passo citato sopra, si accontenta di menzionare l' "estate 1943", tuttavia nelle registrazioni cronologiche relative al 1943 la visita di Himmler non è indicata affatto. D.Czech non avrebbe saputo in quale data collocarla! Rudolf Höss, infine, su tale questione è categorico:

    "Die nächste Begegnung war im Sommer 1942 als Himmler zum zweiten und letzten Mal Auschwitz besuchte" (23).

E' dunque chiaro che la visita di Himmler ad Auschwitz del 1943 non ha alcun fondamento storico, e questo è un esempio della superficialità di D.Czech.

D. Dwork e R.J. van Pelt fanno ancora di peggio: non solo accettano questa storia infondata, dando prova di scarsissimo senso critico, ma tentano perfino di avallarla con un procedimento apertamente capzioso.

Essi infatti menzionano insieme Vrba e Hössler come se i due testimoni si confermassero a vicenda. In realtà, mentre Hössler, come si è visto, pone la presunta visita di Himmler ad Auschwitz nell'estate 1943, Vrba la colloca nel gennaio 1943. Egli scrive:

    "Heinrich Himmler visited Auschwitz Camp again in January, 1943" (24).

E la presunta gasazione omicida che R. Vrba descrive nelle pagine successive - e che D. Dwork e R.J. van Pelt citano come una qualunque gasazione - è la presunta prima gasazione omicida nel crematorio II, che non si potrebbe certo collocare nell'estate del 1943. Dunque, secondo questi due testimoni, la presunta visita di Himmler risalirebbe al gennaio o all'estate del 1943. D. Dwork e R.J. van Pelt, non potendo menzionare queste datazioni contraddittorie, preferiscono ingannare il lettore affermando che "the precise date is unkown"!

V) I crematori di Auschwitz-Birkenau

10) La posizione del crematorio dello Stammlager.

D.Dwork e R.J. van Pelt pubblicano nell'inserto "Blueprints of Genocide" due piante di Auschwitz: "the first master plan for Auschwitz, June 1941" (plate 6) e "the second master plan for Auschwitz, February 1942" (plate 7). Ecco il loro commento al riguardo:

    "Scrutiny of the master plan under review reveals a curious design decision. The architects had chosen a far corner of the compound, behind the camp prison with its execution yard in the center, and relatively close to the hospital, for the site of a new crematorium. If everyone who died in the camp had been an inmate, this arrangement would have made sense. But Auschwitz also served the Kattowitz Gestapo as an execution ground and, according to the plan, the condemned would have had to traverse the whole camp. Someone disapproved of this arrangement: in the next master plan the new crematorium is right next to the old one, conveniently close to the back gate of the camp. That someone" may have been Himmler" "(p.280).

Questo commento è chiaramente capzioso, perché il primo progetto del nuovo crematorio (il futuro crematorio II di Birkenau) risale al 24 ottobre 1941(25); nel mese di giugno l'idea del nuovo crematorio non era ancora stata concepita, perciò nel "first master plan for Auschwitz" del giugno 1941 questo crematorio non può apparire. Il simbolo grafico che essi chiamano crematorio appare come tale soltanto nella loro elaborazione del "first master plan" da essi pubblicato alle pp.212-213; nella pianta originale (plate 6) il relativo simbolo è indecifrabile. Se fosse un crematorio, sarebbe il vecchio crematorio (il crematorio dello Stammlager),che esisteva come tale fin dalla fine di giugno del 1940 (26), ma che non appare nel "first master plan" di Auschwitz. Pertanto, ciò che sensatamente si potrebbe desumere dal "first master plan" è che le SS progettavano di spostare il crematorio dalla posizione periferica in cui si trovava in una posizione centrale, sicché, per raggiungerlo, "the condemned would have had to traverse the whole camp", esattamente il contrario di ciò che ipotizzano D.Dwork e R.J. van Pelt!

11) La trasformazione "criminale" dei crematori di Birkenau.

D.Dwork e R.J. van Pelt scrivono al riguardo:

    "This procedure could be repeated in crematoria II and III. Dejaco changed the basament plan. He drew in an outside staircase descending from the yard next to the railway spur into a basement entrance to crematorium. This is where a vestibule, a new undressing room, and the new gas chamber were located. He canceled the planned corpse chute, which in the earlier plans had been the main access to the basement morgues. Live human beings descend staircases. Dead bodies are dropped through a chute. The victims would walk to their death" (p.324).

Qui i due autori si appropriano di un argomento di Jean-Claude Pressac senza neppure degnarsi di nominarlo. Lo storico francese, infatti, rilevando che nella pianta 2003 della Bauleitung del 19 dicembre 1942 manca lo scivolo per i cadaveri ("Rutsche"), ha spiegato che

    "l'escalier nord devient le seul accès possible aux morgues, ce qui implique que les morts devront descendre l'escalier en marchant" (27).

Come ho rilevato altrove(28), la pianta in oggetto è semplicemente un progetto di apertura di un accesso dal seminterrato all'esterno (Verlegung des Kellerzuganges an die Strassenseite)(29), e non un progetto di eliminazione dello scivolo, che infatti appare regolarmente in tutte le piante successive, cioè:

Inoltre la "Rutsche" è menzionata come già esistente nelle ordinazioni 200 e 204 della Zentralbauleitung alla Häflingsschlosserei del 18 marzo 1943 relative al crematorio II(34).
Come si può credere che Robert Jan van Pelt, che è "Assistant Professor of Architecture in the Architecture School at the Uviversity of Waterloo, Canada" e che "worked closely with Mr. Pressac"(35), non si sia accorto di questi fatti lampanti? Qui ci troviamo dunque di fronte ad un altro caso di malafede deliberata.

12) La capacità di cremazione.

Secondo D.Dwork e R.J. van Pelt, un forno a 2 muffole del crematorio I (Stammlager)

    "had the capacity to incinerate seventy corpes in twenty-four hours" (p.177).

Essi aggiungono poi:

    "A body was burned in each of the six muffles (three double-muffle ovens) every twenty minutes. In 1940, two bodies were incinerated in the double-muffle oven every twenty minutes; some months later, the rate had doubled with the addition of the reduced-price second two-muffle oven. In 1941, crematorium I had reached its maximum capacity of eighteen bodies per hour" (p.180).

Per quanto riguarda i crematori IV e V,

    "each was to have an anticipated incineration capacity of 576 corpses per day" (p.321).

D.Dwork e R.J. van Pelt accettano ciecamente, come "official daily incineration capacity" la cifra di "4,756 corpses" (36) della lettera della Zentralbauleitung del 28 giugno 1943 (p.332). Essi prendono questa capacità assurda tanto sul serio da scrivere:

    "In May and June [1944] the number of people murdered exceeded the official incineration capacity of 132,000 (37) corpses per month" (p.342).

In realtà, come dimostro nel capitolo VIII della Parte Seconda della mia opera in corso di stampa "I forni crematori di Auschwitz" (Edizioni di Ar), la durata media di una cremazione nei forni Topf riscaldati con coke di Auschwitz-Birkenau non era inferiore a un'ora.

Per la discussione della lettera della Zentralbauleitung del 28 giugno 1943, che presenta una capacità di cremazione tecnicamente impossibile sia per quanto riguarda la durata del processo di cremazione (4 cadaveri in una muffola in 60 minuti o 1 cadavere in una muffola in 15 minuti)(38), sia per quanto riguarda il consumo di coke (3,64 kg per ogni cadavere) (39), rimando al mio articolo "The Auschwitz Central Construction Headquarters letter dated 28 June 1943: an alternative interpretation" (40).

13) Una interpretazione decisamente insensata

D.Dwork e R.J. van Pelt dichiarano che gli architetti e gli ingegneri di Berlino

    "built two larger crematoria to service a camp of 200,000 prisoners and two smaller crematoria for the gas chambers" (p.324)

e precisano che i crematori II e III

    "had no extra incineration capacity to handle the corpses of those gassed in the Bunkers" (p.321).

Poiché Auschwitz assunse il nuovo ruolo "as destination for Europe's Jews" durante la seconda visita di Himmler (16-17 luglio 1942)(p.320), e poiché i crematori IV e V con finalità omicide furono progettati il mese dopo (41), secondo i due autori le autorità di Berlino avrebbero destinato 30 muffole, con una capacità di cremazione presunta di 2.880 cadaveri in 24 ore, per la mortalità naturale di 200.000 detenuti, e 16 muffole, con una capacità di cremazione presunta di (576 x 2 =) 1.152 cadaveri in 24 ore per lo sterminio ebraico! Dunque tali autorità si sarebbero attese una mortalità naturale di (2.880 x 30 =) 86.400 detenuti al mese, e un tasso di sterminio di (1.152 x 30 =) 34.560 Ebrei al mese!

14) Sonderbehandlung e cremazione

Nell'Aktenvermerk del 29 gennaio 1943 relativo all'impianto elettrico del crematorio II, si legge:

    "Questa messa in funzione [del crematorio a partire dal 15 febbraio 1943] si può tuttavia estendere soltanto a un uso limitato delle macchine esistenti (con la qual cosa si rende possibile una cremazione con contemporaneo trattamento speciale), poiché la linea di alimentazione che porta al crematorio è troppo debole per il consumo della potenza di esso".

    ["Diese Inbetriebsetzung kann sich jedoch nur auf beschränkten Gebrauch der vorhandenen Maschinen erstrecken (wobei eine Verbrennung mit gleichzeitiger Sonderbehandlung möglich gemacht wird), da die zum Krematorium führende Zuleitung für dessen Leistungsverbrauch zu schwach ist"] (42).

Che cosa può significare l'espressione "cremazione con contemporaneo trattamento speciale"?

D. Dwork e R.J. van Pelt la interpretano in questo modo:

    "When Bischoff and Dejaco had modified the basement plan of crematoria II and III to include a gas chamber, they had increased the anticipated electricity consumption of the building. The ventilation system was now simultaneously to extract the Zyklon B [sic] from the gas chamber and fan the flames of the incinerators. They had contacted AEG, the contractor for the electrical systems, but because of rationing AEG had been unable to get the heavy-duty wiring and circuit breakers the system required. As a result, crematorium II was to be supplied with a temporary electrical system; nothing at all was available for use in crematorium III. Furthermore, the AEG representative in Kattowitz, Engineer Tomitschek, warned the Auschwitz building office, the capacity of the temporary system would not allow for simultaneous "special treatment" and incineration" (p.330).

In altri termini, la potenza della linea elettrica del crematorio non permetteva di eseguire contemporaneamente cremazione e gasazione omicida.

In realtà, il testo dice esattamente il contrario: l'utilizzazione limitata delle "macchine esistenti" permetteva comunque la "cremazione con contemporaneo trattamento speciale".

Per capire il senso della frase summenzionata è necessario collocare il documento nel suo contesto storico.

Il 29 gennaio 1943 l'ingegnere della Topf Kurt Prüfer ispezionò i cantieri dei quattro crematori di Birkenau e redasse un "verbale di prova" (Prüfbericht) nel quale, a proposito del crematorio II, scrisse:

    "Dieser Gebäudekomplex ist baulich bis auf kleinere Nebenarbeiten fertiggestellt (Decke des Leichenkellers 2 kann wegen Frost noch nicht ausgeschalt werden).

    Die 5 Stück Dreimuffel-Einäscherungsöfen sind fertig und werden z. Zt. trockengeheizt. Die Anlieferung der Be- und Entlüftungsanlage für die Leichenkeller verzögerte sich im Folge der Waggonsperre, sodass der Einbau voraussichtlich erst in 10 Tagen erfolgen kann. Somit ist die Inbetriebnahme des Krematoriums II bestimmt am 15.2.43 möglich" (43).

Riallacciandosi a questo rapporto, l' Aktenvermerk del 29 gennaio 1943 precisa:

    1) che il termine indicato da Prüfer per l'entrata in servizio del crematorio (il 15 febbraio 1943) poteva essere rispettato soltanto con un "uso limitato delle macchine esistenti", e

    2) che ciò avrebbe garantito comunque una "una cremazione con contemporaneo trattamento speciale".

Quali erano le "macchine esistenti"? La risposta a questa domanda si trova in due importanti documenti. Nell' Aktenverk di Kirschnek del 29 gennaio 1943, nel quale, con riferimento al crematorio II, si legge:

    "Die elektrischen Anschlüsse für die zum Ofen gehörenden Motore für die Druckluftgebläse werden z. Zt. verlegt. Die 3 grossen Saugzuganlagen, an den Schornsteinen befindlich, sind eingebaut und betriebsfertig erstellt. Auch hier werden zur Zeit die elektrischen Anschlüsse für die Motoren verlegt.
    Der Leichenaufzug wird z. Zt. Provisorisch eingebaut (als Plateauaufzug).
    Die Be- und Entlüftungsanlage für die Leichenkeller ist infolge der Waggonsperre, die vor einigen Tagen erst aufgehoben wurde, noch nicht eingetroffen, die Waggons rollen und wird täglich mit dem Eintreffen dieser Materialen gerechnet. Der Einbau kann in ca. 10 Tagen erfolgen" (44).

Questo rapporto è pienamente confermato dai moduli relativi al tempo di lavoro redatti dall'installatore della Topf Heinrich Messing, che descrivono i seguenti lavori da lui eseguiti nel crematorio II gennaio 1943:

    "04/05.01: Reise.
    05/10.01: Montagen d. Saugzug-Anlagen in Krematorium. 1 11/17.01: Transport und Montage der 3 Saugzug-Anlagen im Krematorium I.(II)
    18/24.01: Saugzug-Anlagen im Krematorium I. K.G.L. montiert. (Kr II)
    25/31.01: Saugzug u. Be u. Entlüftungsanlagen.
      5 Stuck Sekundargebläse für die 5 Dreimuffe1öfen montiert.
      Transport des Materials.
    01/07.02 Sekundargebläse für die fünf dreimuffelofen montiert"(45).


L'ascensore provvisorio non era stato ancora installato; esso fu ordinato dalla Zentralbauleitung alla Häftlingsschlosserei il 26 gennaio 1943 (Auftrag Nr.2563/146), ma la sua fabbricazione terminò il 13 marzo(46).

Ricapitolando, le "macchine esistenti" il 29 gennaio 1943 erano:
    I tre impianti di tiraggio aspirato (Saugzug-Anlagen) del camino, dotati ciascuno di un soffiante 625 D (Gebläse 625 D), con motore a corrente trifase per 380 volt di 15 CV (47).
    Le cinque soffierie (Druckluft-Anlagen) dei forni crematori, fornite ciascuna di un soffiante 290 M (Gebläse Nr. 275 M) con motore a corrente trifase di 3 CV, 1420 giri al minuto, 380 volt (Drehstrommotor 3 PS, n = 1420/Min. 380 Volt).
Le macchine previste ma non esistenti erano invece:
Appurato ciò, veniamo alla seconda questione: se l'uso limitato delle macchine esistenti - cioè degli impianti di tiraggio aspirato e dei soffianti dei forni - avrebbe comunque garantito "una cremazione con contemporanea Sonderbehandlung", è chiaro che questa "Sonderbehandlung" non può avere alcuna relazione con la presunta camera a gas omicida del Leichenkeller 1, ma ha invece una stretta connessione in generale con questi impianti, in particolare con la cremazione stessa: essa si riferisce ad un trattamento di cadaveri, non già ad un trattamento di persone vive.

Considerando il contesto storico - una recrudescenza dell'epidemia di tifo petecchiale scoppiata nel 1942 tanto grave da indurre il capo dell' Amtsgruppe D dell' SS-WVHA, SS-Brigadeführer und Generalmajor der Waffen-SS Glücks a ordinare l'8 febbraio 1943 la "vollständige Lagersperre" del campo(49) - il significato del termine "Sonderbehandlung" nell' Aktenvermerk del 29 gennaio 1943 può essere soltanto una estensione del significato igienico-sanitario che risulta da altri documenti(50), ossia: le "macchine esistenti" avrebbero garantito anche con un uso limitato una cremazione ineccepibile dal punto di vista igienico-sanitario.

Ciò è confermato da un documento di un paio di settimane anteriore. Il 13 gennaio 1943 Bischoff scrisse ai Deutsche Ausrüstungswerke di Auschwitz una lettera con oggetto "Esecuzione dei lavori di falegnameria per il locale Bauvorhaben". In questo scritto egli lamentò tra l'altro il ritardo della fornitura delle porte "per il crematorio I nel KGL", precisando:

    "So sind vor allem die mit Auftragsschreiben vom 26.10.42 Bftgb.Nr.17010/42/Ky/Pa bestellten Türen für das Krematorium I im KGL, welches zur Durchführung der Sondermassnahmen dringend benötigt wird" (51).
La "Durchführung der Sondermassnahmen" non aveva alcun significato criminale, riferendosi al contrario alla costruzione di installazioni igienico-sanitarie, incluso l'ospedale dei detenuti (Häftlingslazarett) progettato nel settore BIII di Birkenau. Se dunque il crematorio serviva per la "Durchführung der Sondermassnahmen", significa che anch'esso faceva parte di queste installazioni e la sua funzione igienico-sanitaria era esclusivamente la cremazione dei cadaveri dei detenuti morti al campo.

15) Nella spiegazione di D Dwork e R.J. van Pelt che ho citato sopra c'è un altro punto che mostra chiaramente la loro straordinaria incompetenza storica. Rileggiamo il passo relativo:

    "When Bischoff and Dejaco had modified the basement plan of crematoria II and III to include a gas chamber, they had increased the anticipated electricity consumption of the building. The ventilation system was now simultaneously to extract the Zyklon B [sic] from the gas chamber and fan the flames of the incinerators".

Il realtà il sistema di ventilazione effettivamente installato nei crematori II e III era pienamente conforme a quello preventivato nel "Kostenanschlag über Be- und entlüftungs-Anlagen" della Topf del 4 novembre 1941. In questo documento erano previsti per il "B"-Raum [= Belüfteter Raum] due Gebläse con portata di 4.800 m3 di aria all'ora, con Drehstrommotor per 380 Volt con potenza di 2 PS (52), esattamente come appare nella Rechnung "über doe Lieferung von Be- und Entlüftungsanlagen" per il crematorio II(53) e per il crematorio III(54).

Poiché nel Leichenkeller 1, presuntamente trasformato in camera a gas omicida, il sistema di Be- und Entlüftung era già previsto prima della trasformazione, questa non avrebbe potuto comportare in alcun modo un aumento del consumo elettrico, perciò la spiegazione di D. Dwork e R.J. van Pelt è una congettura completamente infondata.

16) Il danneggiamento del crematorio II.

Dall'Aktenvermerk del 29 gennaio 1943 D.Dwork e R.J. van Pelt traggono un'altra conclusione infondata, quando scrivono:

    "Killing was easy, but as the Germans began to work the ovens at full capacity (officially 1,440 bodies per day - that is, 96 per muffle, or an average of 4 bodies per muffle per hour), they ignored the advice of the AEG engineer Tomitschek, and the electrical system caught fire. Both the forced-draft system that fanned the incinerator flames and the ventilation system to extract the Zyklon B from the gas chamber were damaged" (p.331).

Il primo accenno al danneggiamento del crematorio II si trova nell'Aktenvermerk di Kirschnek del 25 marzo 1942, nel quale si legge:

    "Nachdem sich die drei Saugzuganlagen in keiner Weise bewährt haben, ja sogar nach der ersten Vollbenützung durch zu hohe Temperaturen Schaden litten, werden diese zu Lasten der Firma Topf u. Söhne ausgebaut und von dieser Firma zurückgenommen"(55).

Come risultò da una ispezione successiva, i danni erano ancora più gravi: il rivestimento refrattario del camino era crollato o si era danneggiato ed erano crollate anche intere parti delle volte (ganze Gewölbeteile) dei condotti del fumo(56).

Questi danni però non furono provocati dall'impianto elettrico, ma dalla temperatura troppo alta dei fumi dei forni. Poiché i tre impianti di tiraggio aspirato (Saugzuganlagen) servivano appunto ad aspirare i fumi per accrescere la forza del tiraggio dei forni, è chiaro che anch'essi rimasero danneggiati.

Nessun documento noto menziona invece il danneggiamento dell'impianto elettrico, del sistema di ventilazione del Leichenkeller 1 ("the ventilation system to extract the Zyklon B from the gas chamber") o dei soffianti delle muffole (Druckluftanlagen). Questi impianti non servivano ad attizzare le fiamme ("fanned the incinerator flames"), ma ad apportare aria di combustione nelle muffole. Un uso improprio o eccessivo di tali impianti avrebbe infatti avuto come conseguenza il raffreddamento delle muffole.

Questo è un altro esempio dell'incompetenza storica dei due autori e della loro incapacità di interpretare correttamente i documenti.

D'altra parte, che ci si poteva attendere da due scrittori i quali affermano con tutta serietà che le decine e decine di migliaia di documenti della Zentralbauleitung di Auschwitz si sono conservati soltanto perché " the Germans forgot to destroy [them]"?(57).

Tutto si spiega con una banale dimenticanza!(58).


Abbreviazioni:

APMO = Archiwum Panstwowego Muzeum Oswiecim

TCIDK = Tsentr Chranenija Istoriko-dokumental'nich Kollekrsii, Mosca.






NOTE

[1] W.W. Norton & Company, New York London 1996.

[2] In: Yisrael Gutman and Michael Berenbaum (Editors), Anatomy of the Auschwitz Death Camp. Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis 1994, pp. 93-156.

[3] Questo inserto, che ha una introduzione di 4 pagine, si trova dopo la pagina 320. Nelle citazioni mi riferisco ad esso come Blueprints seguito dal numero di pagina apposto da me. Per le citazioni del testo, invece, indico soltanto la relativa pagina del libro.

[4] Blueprints, p.1.

[5] Vedi al riguardo il mio studio La "Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz". Edizioni di Ar, 1998.

[6] Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse. CNSR Editions, Paris 1993. Un'ampia sintesi di quest'opera è apparsa nel libro già citato Anatomy of the Auschwitz Death Camp con il titolo The Machinery of Mass Murder at Auschwitz (pp.183-245). Come autore dell'articolo figura "Jean-Claude Pressac with Robert-Jan van Pelt". Non sono riuscito a capire quale sia stato il contributo di Robert-Jan van Pelt.

[7] Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New York 1989.

[8] Ibidem , p.264.

[9] TCIDK, 502-1-233, p.11.

[10] Nella pianta del 7 ottobre 1941 questo Kommandanturgebäude è già cancellato a matita.

[11] TCIDK, 502-1-233, p.29.

[12] La Prüfungskommission del Wehrkreis VIII, che era un organo del Gebietsbeauftragter für die Regelung der Bauwirtschaft im Wehrkreis VIII.

[13] TCIDK, 502-1-233, p.29. Il Kostenvoranschlag fu esaminato (geprüft) il 26 novembre 1941, come risulta da un'annotazione a piè di pagina. Le cifre furono corrette a mano.

[14] TCIDK, 502-1-319, pp.202-206.

[15] TCIDK, 502-1-223, p.9.

[16] TCIDK, 502-1-220, p.19.

[17] TCIDK, 502-1-13, p.4.

[18] APMO, BW 30/27, p.17. Fernschreiben di Bischoff con oggetto "Fertigstellung der Krematorien".

[19] Danuta Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945. Rowohlt Verlag, Reinbeck bei Hamburg 1898, p. 374.

[20] Trial of Josef Kramer and Forty-Four Others (The Belsen Trial). Edited by Raymond Phillips. Willam Hodge and Company, Limited. London, Edinburgh, Glasgow, 1949, p.714.

[21] D. Czech, Kalendarium, op. cit., p.380.

[22] TCIDK, 502-2-105, p.60.

[23] Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss. Herausgegeben von Martin Broszat. DTV Verlag, München 1981, p.181.

[24] Rudolf Vrba and Alan Bestic, I Cannot Forgive. Sidgwick and Jackson and Anthony Gibbs and Phillips, 1963, p.15.

[25] Le due piante del nuovo crematorio disegnate da Dajaco il 24 ottobre 1941 sono state pubblicate da J.C. Pressac (Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse, CNSR Editions, Paris 1995, document 9 fuori testo).

[26] I lavori di ristrutturazione cominciarono nella settimana 28 giugno-4 luglio 1940, come risulta dal Tätigskeitsbericht di Schlachter del 5 luglio 1940. TCIDK, 502-1-214, p.98.

[27] J.C., Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse, op. cit., pp.64-65.

[28] Auschwitz.The End of a Legend. A Critique of a J.C. Pressac.Institute for Historical Review, 1994, pp. 55-56.

[29] D.Dwork, R.J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present, op. cit., plate 17. Vedi anche: J.C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gad chambers, op. cit., pp. 302-303.

[30] J.C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gad chambers, op. cit., p.305.

[31] Ibidem, p.307.

[32] Ibidem, p.327.

[33] Ibidem, p. 328.

[34] Processo Höss, tomo 11a, p.88.

[35] Yisrael Gutman and Michael Berenbaum Editors, Anatomy of the Auschwitz Death Camp, op. cit., p.XIV e XV.

[36] Il documento originale dice molto singolarmente "Personen" invece di "Leichen".TCIDK, 502-1-314, p.14a.

[37] Cioè 4.416 (la presunta capacità dei 4 crematori di Birkenau) x 30 giorni = 132.480 arrotondato a 132.000.

[38] Secondo le liste di cremazione del crematorio di Westerbork, dotato di un forno Kori riscaldato con coke, termotecnicamente più efficiente dei forni Topf, la durata media della cremazione di un cadavere era di circa 50 minuti.

[39] Il consumo medio del forno Topf a 2 muffole riscaldato con coke del crematorio di Gusen (sottocampo di Mauthausen), secondo le liste di cremazione che si sono conservate, era di 30,6 kg di coke per ogni cadavere.

[40] Pubblicata da Russ Granata (http://www.russgranata.com/lalett.html).

[41] "Crematorium IV (plate 18), by contrast with crematorium II, was designed after Himmler's second visit to Auschwitz in July 1942. Birkenau had become a site for mass murder" (Blueprints, p. 4).

[42] Citato dall'articolo di D. Irving Holocaust-Historiker graben ihr eigens Grab, in: "Vierteljahreshefte für freie Geschichtsschreibung", dicembre 1997, p.277.

[43] Prüfbericht des Ing. Prüfers del 29 gennaio 1943. APMO, BW 30/34, p. 101.

[44] Aktenvermerk di Kirschnek del 29 gennaio 1943. APMO, BW 30/34, p. 105.

[45] J.C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gad chambers, op. cit., p.370.

[46] Processo Höss, tomo 11a, p., p. 83.

[47] Schluss-Rechnung della ditta Topf alla ZBL riguardo a "BW 30 - Krematorium II". TCIDK, 502-2-26, p.230.

[48] Topf, Rechnung Nr. 171 del 22 febbraio 1943 relativa agli impianti di ventilazione del crematorio II. TCIDK, 502-1-327, pp. 25-25a. Ho già pubblicato una fotocopia di questo documento nel mio studio già citato Auschwitz.The End of a Legend. A Critique of a J.C. Pressac, pp.112-113.

[49] APMO, Standort-Befehl, D-AuI-1, p. 46.

[50] Pubblicherò questi documenti nello studio in preparazione "Sonderbehandlung ad Auschwitz. Genesi e significato".

[51] APMO, BW 30/34, p.78.

[52] TCIDK, 502-1-327, p.152.

[53] Rechnung della Topf Nr. 171 del 22 febbraio 1943. TCIDK, 502-1-327, p.25.

[54] Rechnung della Topf Nr. 729 del 27 maggio 1943. TCIDK, 502-1-327, p.16.

[55] APMO, BW 30/25, p.8.

[56] APMO, BW 30/34, p.17.

[57] Blueprints, p.1.

[58] Vedi al riguardo le mie osservazioni nel Russ Granata Reports on Carlo Mattogno ( http://www.russgranata.com/ ).


http://www.russgranata.com/
e-mail: info@russgranata.com
POB 2145 PVP CA 90274 USA