RISPOSTA AI "COMMENTS" DI SAMUEL CROWELL SULLA MIA
"CRITIQUE OF" THE BOMB SHELTER THESIS".


Nella presentazione del primo numero delle Annales d'Histoire Révisionniste il compito del revisionismo viene definito in questo modo: "Il ne prétend pas énoncer la vérité d'un fait ou d'un événement, il prétend en vérifier l'exactitude" ("Esso non pretende di enunciare la verità di un fatto o di un avvenimento, esso pretende di verificarne l'esattezza")1.

Io condivido pienamente questa definizione, che è il principio ispiratore della mia attività in questo campo. Tuttavia, a differenza di certi ambienti revisionistici, ai quali purtroppo ben si adattano le dure invettive di Deborah Lipstadt, credo che la ricerca dell'esattezza non si debba rivolgere esclusivamente all'ambito della storiografia sterminazionistica, ma che debba esercitarsi anche all'interno del revisionismo stesso. Io respingo pertanto fermamente la concezione deviante del revisionismo come una scuola settaria nella quale la critica interna sia sentita come una sorta di tradimento o come un affronto personale.

In questa ottica ho scritto l'articolo Leichenkeller di Birkenau: Gasschutzräume o Entwesungsräume? (traduzione in inglese: Morgue Cellars of Birkenau: Gas Shelters or Disinfesting Chambers?), che è stato interpretato da alcuni revisionisti americani come un atto di presuntuosa vanagloria, l'espressione di un atteggiamento da "prima donna." La realtà e che io, che he al mio attivo 20 anni di studi revisionistici e 16 pubblicazioni, non devo dimostrare niente a nessuno, a differenza di certi ultimi arrivati che devono attirare in ogni modo su di sé l'attenzione dei lettori.

Ciò premesso, vengo alle critiche di Samuel Crowell. Poiché non ho alcuna intenzione di lasciarmi trascinare in lunghe e sterili polemiche, con queste precisazioni considero chiusa la questione della tesi di Mister Crowell, lasciando ai lettori competenti la valutazione del valore dei rispettivi argomenti.

L'articolo di Samuel Crowell, intitolato Comments On Mattogno's Critique Of The Bomb Shelter Thesis è basato sul fraintendimento sistematico del significato delle mie affermazioni e, cosa ancora più grave, su un adattamento proteiforme e opportunistico della sua stessa tesi. Egli infatti passa con estrema disinvoltura dalla tesi dei crematori progettati e costruiti come rifugi antiaerei a quella dei crematori utilizzati come rifugi antiaerei di fortuna (come quando invoca la testimonianza di Nyiszli, sulla quale ritornerò successivamente), come se le due tesi non fossero radicalmente antitetiche. Il mio articolo si rivolge esclusivamente alla prima tesi, e precisamente all'affermazione di Samuel Crowell che i "Leichenkeller" dei crematori II e III di Birkenau "tatsächlich als Leichenkeller mit einer möglichen Zusatzfunktion als Luftschutzkeller entworfen und gebaut wurden." Poiché, secondo Samuel Crowell, gli "indizi criminali" di Pressac si spiegano soltanto con la tesi dei "Luftschutzkeller", è chiaro che i "Leichenkeller" devono comunque essere stati progettati come "Luftschutzkeller"

Samuel Crowell comincia la sua critica con il seguente commento:

    "But here's the remarkable thing. There is not one word about gastight doors in Signor Mattogno's article. Not one word. Even more remarkable, in his praiseworthy book on KL Majdanek, home to the notorious "Auert" air raid shelter door, a casting of which sits on display at the United States Holocaust Memorial Museum, neither Jürgen Graf nor Signor Mattogno chose to say one word about the gas-tight doors at the camp. In a book that painstakingly provides copies of several original documents, they unaccountably forgot to include any copies of the delivery bills concerning these gastight doors, nor even comment on them in the text."

Nel libro KL Majdanek. Eine historische und technische Studie, da me redatto in collaborazione con Jürgen Graf, la questione delle porte dell'impianto di disinfestazione del campo non è stata affrontata perché essa è assolutamente irrilevante, e, per quanto mi risulta, è importante soltanto per Samuel Crowell. Ma poiché egli mi muove questo rimprovero, risponderò in modo dettagliato anche su questo punto.

Rilevo anzitutto che la tesi di Samuel Crowell non si fonda sullo studio dei documenti tedeschi, non si fonda sull'ispezione diretta degli impianti: si fonda sul confronto tra due fotografie! Questo non si può propriamente definire un metodo di lavoro scientifico.

Vediamo poi quale sia il fondamento della sua tesi.

1) Le porte dell'impianto in questione furono costruite dalla ditta "Auert" di Berlino. Nella parte esterna dei Gucklöcher rotondi installati nelle porte a tenuta di gas dell'Entwesungsanlage appare appunto la scritta "AUERT BERLIN." Non si tratta dunque della ditta AUER di Berlino, specializzata nella protezione antigas, ma di un'altra ditta. Queste quattro porte presentano due leve di chiusura ( Hebelverschlüsse ) - una in alto, l'altra in basso - con maniglia esterna, sicché potevano essere chiuse ermeticamente solo dall'esterno. Le due porte del lato nord hanno in più un chiavistello centrale ( Zentralverriegelung ) che si chiude parimenti dall'esterno. Queste porte sono dunque costruite per essere chiuse dall'esterno, non dall'interno, perciò non potevano essere impiegate per un rifugio antigas.

2) Nel libro citato sopra abbiamo mostrato, con riferimento ai documenti della Zentralbauleitung del KGL Lublin (Majdanek) , che l'impianto al quale appartengono le porte antigas in questione fu progettato e costruito come "Entwesungsanlage." Su ciò non esiste il minimo dubbio. Riassumo brevemente la storia iniziale di questo impianto nella seguente cronologia:

La presenza di vaste macchie di ferrocianuro ferrico nelle pareti dell' "Entwesungskammer" situata a ovest dimostra che in essa fu impiegato acido cianidrico,

Nessun documento accenna alla possibibilità che questo impianto dovesse svolgere la duplice funzione di "Entwesungsanlage" e di "Luftschutzbunker."

Il soffitto dell'impianto di disinfestazione, secondo il Kostenanschlag del 10 luglio 1942, era inoltre di appena 12 cm di spessore, dunque non propriamente adatto ad un rifugio antiaereo.

Considerando infine il fatto essenziale che le porte antigas si potevano chiudere ermeticamente solo dall'esterno, è chiaro che, per la sua struttura, 1' "Entwesungsanlage" non poteva neppure essere usato come rifugio antigas.

La tesi di Samuel Crowell è dunque infondata.

Per quanto riguarda i "delivery bills concerning these gastight doors", non li abbiamo pubblicati semplicemente perché non siamo in possesso di questi documenti, che non esistono nella documentazione che abbiamo esaminato a Lublino.

Infine, il rimprovero relativo al fatto che nel mio articolo "there is not one word about gastight doors" non ha senso, perché l'intento di tale articolo è di mostrare l'infondatezza generale della tesi di Samuel Crowell, non di discutere il significato e il valore degli "indizi criminali" di Pressac, cosa che he già fatto in altra sede.

Indi Samuel Crowell discute e commenta i miei argomenti.

"ARGUMENT 1. Mattogno argues that the argument for air raid shelters is historically flawed, because there are no documents about air raid shelters prior to 16, November, 1943. He further asserts his authority by referring to the absence of any prior or any other meaningful documents.

COMMENT: Signor Mattogno is in error, both in fact and by inference. For over a year, there have been three documents pertaining to air raid shelter construction at Birkenau posted on the Internet, at: http://www.fpp.co.uk and http://www.codoh.com. Two of these documents antedate the letter Mattogno cites, and both them makes it clear that plans for constructing air raid shelters at Birkenau were so far advanced by August of 1943 as to involve the chief architect Walter Dejaco of the ZentraIbauleitung and involved the construction of hundreds of raid shelters."

Samuel Crowell travisa completamente il senso della mia argomentazione. Io ho scritto che "in realtà l'ordine di prendere Luftschutzmassnahmen ad Auschwitz fu impartito dal comandante del campo, SS-Obersturmbannführer Liebehenschel, il 16 novembre 1943." Con ciò io non ho negato l'esistenza di documenti che menzionino rifugi antiaerei anteriori al 16 novembre 1943, ma la costruzione di questi impianti ad Auschwitz prima di tale data. Il documento al quale mi sono riferito, lo Standortbefehl Nr.51/43 del 16 novembre 1943, non lascia alcun dubbio al riguardo:

"Luftschutzmassnahmen im Standort Auschwitz. Nach Mitteilung der vorgesetzten zuständigen Dienststellen sind nunmehr auch im Standortbereich Auschwitz sofort die erforderlichen Luftschutzmassnahmen in Angriff zu nehmen. Mit der Durchführung dieser Massnahmen beauftrage ich in meiner Eigenschaft als örtlicher Luftschutzleiter den SS- Untersturmführer Josten3 als meinen ständigen Vertreten . Ich bitte sämtliche Dienststellen, SS-Untersturmführer Josten in jeder Weise zu unterstützen"

I due documenti menzionati da Samuel Crowell - 1'Aktenvermerk del 25 ottobre 1943 e 1' Aktenvermerk del 5 novembre 1943 non menzionano affatto la costruzione ad Auschwitz di "Luftschutzdeckungsgräben", al contrario dicono che sulla questione non era ancora stata presa una decisione definitiva ("betreffend all offen stehenden Fragen über die Herstellung der L.S. Deckungsgräben").

La conclusione che Samuel Crowell trae da questi documenti è dunque del tutto arbitraria.

Il 10 novembre 1943 il Bauleiter SS-Obersturmführer Jothann inviò alla "Kommandantur des KL. Abteilung IIIa" (la sezione "Arbeitseinsatz") una richiesta di supplemento di vitto ("Zusatz- Verpflegung") per la "Beton-Kolonne" con la motivazione che essa "hat zur Zeit dringende und schwere Arbeiten für die Anlegung von Luftschutzgräben zu verrichten."

Questa è la prima menzione a lavori di questo tipo nei documenti della Zentralbauleitung e dal contesto storico risulta chiaramente che essi erano ancora nella fase preliminare dei preparativi.

L'unica conclusione legittima e irrefutabile che si può trarre dal documenti menzionati sopra che la decisione di costruire rifugi antiaerei ad Auschwitz fu presa tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre del 1943 e fu ufficializzata come ordine specifico di costruzione nello Standortbefehl del 16 novembre 1943.

La tesi della costruzione di rifugi antiaerei nei crematori di Birkenau già dal gennaio 1943 4 è perciò storicamente falsa. Ciò è confermato da un recente studio di uno storico del Museo di Auschwitz, che scrive:

    "In den Jahren 1943-1944 gewann im Zusammenhang mit der Lage an den Fronten die Frage der Fliegerabwehr sowie jene der Rettungsaktion besondere Bedeutung. Dies belegt auch die erhaltene Tabelle "KL Auschwitz II B-II/d, Blockpfleger u. Luftschutz", Bei dieser Tabelle handelte es sich um eine Registrierung des Standes der Luftschutzorganisation sowie des Sanitätsdienstes im Abschnitt BIId nach dem 22. Januar des Jahres 1944; davon zeugt die höchste verzeichnete Haftlingsnummer, nämlich 17828.

    Die Tabelle enthält zudem die Namen und Lagernummern von 68 Häftlingen, welche die erwahnten Pflichten verrichteten. Die darauf dargestellte Verbindung dieser beiden Dienste war aus pragmatischen Gründen erfolgt. Um den Inhalt der Tabelle veil zu verstehen, müssen wir darlegen, wie der Luftschutz im Lager organisiert war.

    Zweifellos war für die Gesamtheit dieser Fragen der Kommandant des KL Auschwitz I verantwortlich, da er die Funktion des Befehlshabers der Garrison sowie des Leiters der SS-Betriebe bekleidete. Die Mannigfaltigkeit seiner Verpflichtungen führte dazu, dass er die Erledigung organisatorisch-technischen Fragen dem Stellvertreter des Luftschutzleiters abtrat, die Aufsicht darüber jedoch beibehielt . Im KL Auschwitz-Birkenau erfülte diese Funktion bereits ab Herbst 1943 der SS-Untersturmführer (später SS-Obersturmführer) Heinrich Josten. Nach der Einrichtung einer Verwaltungsabteilung im November 1943 5 blieb die Verantwortung für diese Fragen in einem bestimmten Tell der Organisation den verschiedenen Kommandanten überlassen. Man muss annehmen, dass keine selbständige Organisationsstruktur zur Luftabwehr im Lager geschaffen worden ist. Häftlinge, die Funktionen im Luftschutzdienst erflülten, waren gleichzeitig in anderen Kommandos beschäftigt, woven die Art ihrer Prämierung für die Arbeit zeugt 6.
Samuel Crowell continua:

"As for the inference of large scale air raid shelter construction, in addition to the above, we have:
    "Second, the basement of Block 11, one of the older Stammlager buildings, is explicitly referred to as air raid shelter in a Nuremberg Document. [2223-PS]"
Questo è un altro esempio delle gravi carenze metodologiche di Samuel Crowell. Il documento in questione non è un documento della Zentralbauleitung di Auschwitz, bensi una raccolta di testimonianze e di rapporti dell'U.S. intelligence del 1945 (!) su vari campi, tra cui Auschwitz. Dunque per Samuel Crowell la testimonianza di un detenuto ha lo stesso valore di un documento della Zentralbauleitung! Inoltre egli non dice nulla sulla data della presunta trasformazione del Bunker in rifugio antiaereo, il che non è poco, visto che il suo primo commento vorrebbe confutare il mio argomento relative alla data del 16 novembre 1943.

    "Third, RFSS Himmler issued a directive to all concentration camp commandants about air raid protective measures (I have seen this quoted only in terms of protecting against escapes: I have not seen the document) dated February 2, 1943. [Himmler to Clucks, Himmler Files, Folder 67, National Archives"

L'argomento è irrilevante. Anche se un tale documento esiste, esso non prova minimamente che degli "air raid shelter" siano stati costruiti ad Auschwitz prima del 16 novembre 1943.

    "Fourth, it is well known that Majdanek received shipments of air raid shelter doors the previous fall, the same time as the German authorities prioritized supplies to the Jewish inhabitants of the Warsaw ghetto for the purpose of constructing air raid shelters. [...]."

Riguardo a Majdanek, il presunto fatto è "well known" soltanto per Samuel Crowell. Come ho spiegato sopra, la storia delle "air raid shelter doors" è assolutamente infondata. Inoltre l'argomento è irrilevante, al pari di quello relative a Varsavia, perché non dimostra la costruzione di rifugi antiaerei ad Auschwitz prima del 16 novembre 1943.

    "Fifth, it is known that the "Arrest-Bunker" at Neuengamme was fitted out with ventilation and wood shutters at the same time."

L'argomento è irrilevante per la stessa ragione addotta sopra.

    "Sixth, the concentration camps are routinely referred to in KZ correspondence as being vital to the industry, and the "Air Raid Shelter Guidelines" from 1941 specify that all new construction especially in the war related industries, must have air raid shelters."

L'argomento è irrilevante per la stessa ragione addotta sopra.

Samuel Crowell conclude trionfalmente:

    "The conclusion I draw on the basis of these inferences is that there was an ongoing attempt to construct air raid shelters in the concentrations camps and ghettos at least from the Fall of 1942, or to adapt existing structures with air raid shelters as a matter of course. Mattogno can disagree with my conclusion, but it is meaningless to do so without confronting the inferences. Finally, the assertion that there were no air raid provisions made before November, 1943, is refuted by documents that have long been available on the Internet."

La conclusione di Samuel Crowell è ancora più insensata della sua tesi: io affermo che nessun rifugio antiaereo è stato costruito ad Auschwitz prima del 16 novembre 1943, egli pretende di confutare la mia affermazione dichiarando che prima di tale data rifugi antiaerei sono stati progettati o costruiti in altri luoghi o esistevano direttive generali per la costruzione di questi rifugi, cose che io non ho mai negate!

Un'ultima spiegazione sul presunto fatto che Mattogno "asserts his authority by referring to the absence of any prior or any other meaningful documents."

Considerata la sua abissale ignoranza della documentazione della Zentralbauleitung di Auschwitz, Samuel Crowell ovviamente non sa nulla dell'esistenza di una serie di rapporti mensili di questo ufficio (in particolare il "Baufristenplan" e il "Baubericht") che descrivono mese per mese il progresso dei lavori di costruzione dei campi di Auschwitz e Birkenau con indicazione di tutti i Bauwerke esistenti. 7 In questi rapporti (che si sono conservati fine al settembre 1943 e che menzionano regolarmente anche i crematori di Birkenau) non appare alcun accenno a lavori di costruzione di rifugi antiarei né all'interno né all'esterno dei crematori.

Samuel Crowell ignora anche l'esistenza di vari preventivi di costi dei campi di Auschwitz e di Birkenau, in cui sono elencati tutti i Bauwerke previsti in essi. Neppure in questi documenti appare la minima traccia di rifugi antiaerei. Mi riferisco in particolare a quello del 28 ottobre 1942 8, che, per ragioni cronologiche, dovrebbe contenere almeno qualche accenno ai "Luftschutzbunker" presuntamente progettati nei crematori di Birkenau.

Per concludere, prima del 16 novembre 1943 di rifugi antiaerei ad Auschwitz non c'è menzione né nei progetti di costruzione del campo, né nei rapporti sulla costruzione del campo.

Se Samuel Crowell non si fida della mia "authority", vada a Mosca ad esaminare i documenti come he fatto io.

"ARGUMENT 2. Parenthetically, Mattogno refers to a visit to Auschwitz by Oswald Pohl where a number of construction projects were approved, including the construction of 15 1-man "Splitterbunker." Mattogno claims that it does not appear that these project were ever carried out.

COMMENT: One can see pictures of the 1 man "Spitterbunker" on the Nizkor site, where they have resided for over a year"

Al riguardo ho scritto che "non risulta che questi progetti siano stati realizzati" perché gli elenchi dei Bauwerke successivi alla visita di Pohl non li menzionano. Non conosco le "pictures" di cui parla Samuel Crowell e non posse giudicare se si riferiscono realmente a queste installazioni ad Auschwitz-Birkenau. La questione comunque è del tutto marginale, perché si tratta di installazioni che si riferiscono al 1944.

"ARGUMENT 3. Mattogno calls the claim that were numerous "Splitterbunker" for the prisoners "shaky."

COMMENT: This ignores the fact that the anonymous individual who forwarded the three documents cited above assured VffG that his elder relative constructed these, meanwhile, the Allied raid of August, 1944, killed 50 workers in one of these "trench shelters" so it is clear that they were built."

In mancanza di documenti, Samuel Crowell si appiglia ad una testimonianza di seconda mano per di più anonima! Ciò, non è serio.

Inoltre, non avendo egli mai messe piede a Birkenau, ignora necessariamente che davanti alle baracche ancora esistenti o smontate nel dopoguerra non appare alcuna traccia "Splitterbunker" per i detenuti: dove sono finiti?



"ARGUMENT 4. Mattogno argues that the basement morgues in the crematoria would never have been designed as air raid shelters because otherwise there would exist many documents about this, and he hasn't seen any.

COMMENT: There are two problems with this argument, the first being that Mattogno's authority to speak of the existence or non-existence of relevant documents was exploded in Argument 1. The second, more fundamental, argument, is that he doesn't seem to appreciate that the adaption of any given space and particularly basements - to serve in a supplemental capacity as air raid shelters does not require much in the way of adaptation, except some rudimentary modifications such as gastight doors with peepholes."

Come ho dimostrato sopra, 1' argomento 1 di Samuel Crowell è completamente infondato, sicchè esso non sfiora neppure la mia "authority." Samuel Crowell menziona questo termine in senso ironico, come se io parlassi ex cathedra, il che falso. Le mie affermazioni sono puntualmente documentate nel libro sulla ZentraIbauleitung citato in nota . Comunque, avendo esaminato personalmente tutti i documenti della Zentralbauleitung di Auschwitz conservati a Mosca (circa 88.200 pagine), mi si concederà di avere una visione dell' argomento un po' più ampia di chi, come Samuel Crowell, conosce soltanto qualche decina di documenti di seconda mano.

Per quanto riguarda il problema specifico, sui crematori di Birkenau esiste una vasta documentazione, buona parte della quale è già stata pubblicata da Pressac. Oltre alle numerose piante, esistono inventari accurati ("Übergabeverhandlung") ("Bauausgabebuch" per il crematorio III).

L' eventuale progettazione di rifugi antiaerei nei "Leichenkeller" dei crematori, proprio perchè essi evrebbero utilizzato il medesimo spazio, avrebbe lasciato inevitabilmente delle trace in questa glossa mole di documenti, come è evvenuto per il crematorio I, la cui trasformazione in "Luftschutzbunker für SS-Revier mit einem Operationsraum" è attestata, oltre che dalla ben nota pianta del 21 settembre 1944, da un "Erläuterungsbericht" e da un "Kostenüberschlag", entrambi datati 2 novembre 1944.

Nella documentazione relativa ai crematori di Birkenau non appare invece la minima traccia della progettazione o costruzione di rifugi antiaerei nei "Leichenkeller", e ciò dimostra che la tesi di Samuel Crowell è documentariamente infondata.

"ARGUMENT 5. Mattogno argues that air raid shelter provisions must have figured in the transfer documents for the crematoria.

COMMENT: Once again, Mattogno presumes that the fitting out of a space as an air raid shelter is going to follow fixed, and rigid, guidelines. Yes as the literature which I have quoted extensively in may articles makes clear, this is by no means the case. The only way in which air raid shelter provisions HAD to be described in terms of the transfer documents would be if their inclusion was essential to the operation of the crematoria. But no one has ever made that argument. Furthermore, many of the "criminal traces" refer to dates subsequent to the transfer documents."

Samuel Crowell non è certo neppure della sua tesi e la adatta alle circostanze secondo un criterio opportunistico: quando oppone le sue tesi a quelle di Pressac, parla di un rifugio antiaereo come di un centro organico e ben organizzato con "Luftschutzräume, Dekontaminationszentren"9 e addirittura "einen Keller ... der zur Aufnahme von Gasverletzen gedacht ist." 10 Quando invece deve giustificare documentariamente le sue tesi, allora il sue rifugio antiaereo diventa rudimentale. Egli gioca su questo equivoco per eludere il problema fondamentale: se la funzione di rifugio antiaereo nei "Leichenkeller" il risultato di una progettazione mirante a creare camere mortuarie con funzione anche di rifugi antiarei, allora ci si deve attendere che questi rifugi siano conformi ai rifugi descritti nella letteratura tecnica che he citato nel mio articolo, esattamente come - se un crematorio e progettato come crematorio - ci si deve attendere che abbia un equipaggiamento completo, un forno crematorio, una camera mortuaria e una sala di dissezione.

Se dunque l'equipaggiamento di rifugi antiaerei non appare affatto nella "Übergabeverhandlung" dei crematori, questi (i lore "Leichenkeller") non sono stati progettati anche come rifugi antiaerei a tenuta di gas.

"ARGUMENT 6, Mattogno argues that "undressing rooms" were not equipped with gastight doors.

COMMENT: Since an undressing rooms function is for the shedding of contaminated clothing it is not clear why such a room would require gas-tightness in any case"

Ciò sarebbe forse vero nell'ipotesi di un "Luftschutzbunker" di fortuna, ma non in quella di una installazione ben articolata con "Luftschutzräume", "Engiftungsanstalt", "Dekontaminationszentrum", ricovero per gli intossicati dal gas, che avrebbe richiesto l'intero "Kellergeschoss" dei crematori e dunque la chiusura ermetica di tutte le sue aperture.

"ARGUMENT 7. Mattogno argues that the morgue's ventilation capacity was inadequate for an air raid shelter.

COMMENT: Once again, Mattogno ignores the data in the literature, that discusses provisions for air raid shelter use with and without ventilation systems"

Qui Samuel Crowell gioca di nuovo sull'equivoco del rifugio antiaereo organico e ben organizzato e del rifugio rudimentale. Secondo la letteratura tecnica che ho addotto io, un rifugio antiaereo a tenuta di gas, per definizione, una installazione dotata di impianti di ventilazione, dispositivi di filtrazione e rigenerazione dell'aria ecc. Altrimenti si ha a che fare con un semplice ricovero di fortuna, che però non può giustificare e spiegare in alcun mode gli "indizi criminali" di Pressac.

"ARGUMENT 8. Mattogno corrects the calculation of the capacity of the morgue at 4,800 cbm per hour, as opposed to twice that capacity that I cited from Pressac.

COMMENT: Assuming that this is true, that still would not invalidate the use of the space as an air raid shelter, it simply means that few people could use it and for a shorter period of time."

Non c'è bisogno di "assume" che il dato da me menzionato sia esatto: basta leggere i documenti riprodotti alle pp. 110 e 112 del mio libro Auschwitz:The End of a Legend, che in circolazione già da cinque anni (Institute for Historical Review, 1994).

Per quanto riguarda I' uso dei "Leichenkeller" come ricoveri antiaerei, Samuel Crowell gioca ancora sull'equivoco segnalato sopra. Qui bisogna chiarire un punto essenziale. Samuel Crowell mi attribuisce la "conclusion that the crematoria could never have functioned as air raid shelters", il che è vero se si riferisce ai rifugi standard, è falsa se si riferisce ai ricoveri di fortuna. Il fatto che i "Leichenkeller" dei crematori potessero essere usati come "Luftschutzbunker" di fortuna è una cosa ovvia e ciò, sarebbe state possibile, per breve tempo, anche senza ventilazione meccanica. Ma ciò non ha nulla a che vedere con la questione della progettazione di "Luftschutzbunker" nei "Leichenkeller", perché solo questa può dare a Samuel Crowell l'illusione di poter spiegare gli "indizi criminali" di Pressac.

"ARGUMENT 9. Mattogno corrects my calculation of the morgue's volume, it was 499 cubic meter versus 525 as I roughly calculated.

COMMENT: To be sure, forgetting to account for the volume occupied by the concrete columns in the morgue was a serious omission, insofar as it allowed for an error of 5% in my calculation. This might be profitably compared to the 50% error in Mattogno's remarks by forgetting to address the issue of gastight doors with peepholes"

Questo commento mostra chiaramente l'orgogliosa presunzione di Samuel Crowell, che non tollera di essere corretto neppure su dati di fatto certi. Egli trasforma una mia osservazione del tutto marginale fatta in nota soltanto per indicare ai lettori i dati esatti del problema della ventilazione in un "argument"'! Sul mio presunto "50% error" ritornerò successivamente.

"SUMMARY OF ARGUMENTS 7, 8, 9: The volume of the morgue was 499 cubic meters. The rule of thumb is 1.5 meters per person per hour. This means that this morgue would still offer 2.5 hours air raid and gas protection even with no operating ventilation system for 200 people."

Qui di nuovo Samuel Crowell confuta una affermazione che non ho mai fatto. Io non ho mai negate che i "Leichenkeller" potessero essere usati come "Luftschutzbunker" di fortuna; ciò che ho negato, è che siano stati progettati e costruiti anche come "Luftschutzbunker" normali.

Aggiungo che con questo calcolo Samuel Crowell dà un altro saggio della sua incompetenza in materia. Secondo la letteratura specialistica, per calcolare il tempo di permanenza e il numero delle persone in un "Luftschutzraum" in funzione del tempo e del volume si usano le seguenti formule (che tengono conto anche dell'anidride carbonica eliminata da ogni uomo con la respirazione):

v
v
t = 0,48 ________ e t = 0,48 ________
n
t

    dove:
    v = la capacità del "Luftschutzbunker" in m3
    n = il numero degli occupanti
    t = il tempo di occupazione in ore.11

    Inoltre "dalla capacità del ricovero andrebbe sottratta altresi la cubatura degli uomini (75 dm3 per persona) e del materiale esistente." 12 Dunque dal 499 m3 teorici bisognerebbe sottrarre (200 × 0,075 =) 15 m3, perciò il volume reale sarebbe di (499 - 15 =) 484 m3

    Ne consegue che 200 persone avrebbero potuto permanere in un "Leichenkeller" per 0,48 × 484 ÷ 200 = 1,16 ore (= circa 64 minuti).

    Perché Samuel Crowell ha scelto la cifra di 200 persone? Per una semplice questione di convenienza. Se infatti le persone rifugiate nel locale fossero, ad esempio 800, il tempo di permanenza scenderebbe a 16 minuti; se fossero 1.200, il tempo di permanenza sarebbe di 11 minuti. Nell'ipotesi di Samuel Crowell, le cifre più alte dovrebbero essere quelle più realistiche, perché all'inizio, prima della presunta costruzione di "Luftschutzdeckungsgräben" per i detenuti (che comunque non avvenne prima del 16 novembre 1943), i "Luftschutzbunker" dei crematori avrebbero dovuto servire anche per i detenuti del campo, di cui, come è noto, c'è sempre stata una certa abbondanza.

    "ARGUMENT 10. Mattogno makes three points about the ventilation system: (a) a filtration system places a load on the air conditioning system, (b) two separate systems are required, (c) the need to install the ventilation system in the bunker itself.

    COMMENT: The are good points and I tip my hat Signor Mattogno here. However, they are not decisive. First, point (a) rests on an Italian configuration for ventilation systems, which has nothing to do with German "Schutzraumbelufter." Second, two separate systems are required, only under ideal conditions, otherwise greater or lesser levels of "Behelfsmässigkeit" (do it yourself-ness) are called for, as is noted continually in the literature quoted in my article. Finally, that the ventilation system was not connected to the morgue does not mean that a single bomb would suffocate the inhabitants of the morgue, it simply means that they would not be able to get air from it in the event of a direct hit on their ventilation system, a common enough situation confronted by, and dealt with by, the inhabitants of cities like Dresden and Hamburg."

    Samuel Crowell gioca ancora una volta sull'equivoco segnalato sopra. Quando deve spiegare gli "indizi criminali" di Pressac, il suo "Luftschutzbunker" è "ideale", con "Luftschutzraum", "Entgiftungsanstalt", "Dekontaminationszentrum", "Aufnahme von Gasverletzen" ecc.; quando invece deve spiegare le difficoltà tecniche presentate da un tale complesso, esso diventa "behelfsmässig." Per quanto riguarda il punto (c), è vero che in case di interruzione del sistema di ventilazione le persone all'interno dei "Leichenkeller" avrebbe respirato l'aria del locale, ma il tempo di permanenza, come ho spiegato, sopra, sarebbe dipeso dal numero delle persone, e, in caso di grande affollamento, sarebbe state soltanto di pochi minuti.

    "ARGUMENT 11. Mattogno argues that the presence of corpses would make the use of these space air raid shelters impossible.

    COMMENT: Presence of corpses would make the use of these space unsatisfactory for air raid shelters, the presence of corpses would make the use of these spaces equally unsatisfactory for sanitizing incoming inmates as Mattogno will ultimately argue. However, Mattogno ignores survivor evidence that indicates that prisoners were indeed taken to basement during air raids and moreover, according to Nyiszli, directly to the morgue in question. Indeed, Nyiszli specifies that the crematorium II Sonderkommando, 200 strong, took refuge in the "gas chamber" during air raids."

    Qui Samuel Crowell ha travisato ancora una volta la mia tesi, che non ha nulla a che vedere con "sanitizing incoming inmates." Qauando parlo di "Entwesungsräume" intendo camere di disinfestazione per il vestiario dei detenuti, non camere per il trattamento sanitario dei detenuti nuovi arrivati. Precise inoltre che io non ho scritto che l'uso di camere mortuarie come rifugi antiaerei fosse "impossible", ma che "la prospettiva di essere rinchiusi per ore in un locale a tenuta di gas insieme a cadaveri maleodoranti o infetti non doveva assera certo molto invitante." E credo che neppure Samuel Crowell consideri una tale prospettiva molto invitante.

    L'obiezione di Samuel Crowell decisamente puerile: mentre gli attacchi aerei avvenivano senza preavviso e potevano trovare i "Leichenkeller" pieni di cadaveri maleodoranti o infetti, l'uso dei "Leichenkeller" come camere di disinfestazione poteva essere tranquillamente programmato dalla Standortverwaltung, ad esempio facendo trasportare i cadaveri negli altri crematori.

    L'appello alle testimonianze è patetico e dimostra che Samuel Crowell ha capito ben poco della metodologia revisionistica e del revisionismo stesso. Qualunque revisionista serio non può che respingere fermamente questo uso opportunistico delle testimonianze. Perchè bisogna credere a Nyiszli quando racconta che i membri del Sonderkommando si rifugiavano nella "camera a gas" durante gli attacchi aerei ma non bisogna credere a Nyiszli quando racconta che in questa camera a gas venivano gasate delle persone?

    Conclude rilevando che ancora una volta Samuel Crowell colpisce un false obiettivo, inventato da lui, come se io avessi proclamato l'impossibilità di usare i "Leichenkeller" come "Luftschutzbunker" di fortuna,

    "ARGUMENT 12. Mattogno argues that "Vergasungekeller" does not mean a "cellar for treating those who have been gassed."

    COMMENT: On this point, and in light of the two documents he has put forward, I agree with him if he had read my other writings, particularly "Defending Against the Allied Bombing Campaign" and "The Gas Chambers of Sherlock Holmes." In those places I have argued that "Vergasungskeller" would most normally refer to a "fumigation cellar" or, by extension, a "disinfection cellar", and I further point out that it was common for the Germans in World War II to adapt existing bathing and delousing establishments to double as gastight air raid shelters and gas warfare decontamination centers. This is what I mean when I say the entire premise to his argument is fallacious."

    Il mio articolo si riferisce esclusivamente alle affermazioni di Samuel Crowell nell'articolo apparso nel numero di dicembre 1997 dei VffG.

    "ARGUMENT 13. Mattogno argues that the "Gasskammern" in crematoria IV and V could not have served as aboveground gasdicht air raid shelters because a direct hit would have killed everyone.

    COMMENT: Obviously, a direct hit on most shelters by most bombs will kill everyone, just as a direct hit on a trench shelter in August 1944 killed everyone in that shelter. That does not mean however that during an air raid one should go running around the camp naked. Furthermore, Mattogno ignores the sizable evidence for above ground air raid shelters, for do-it-yourself shelters, as well as reference to the numerous red lamps for these two crematoria which make no sense EXCEPT in the context of air raid darkening"

    Ancora una volta Samuel Crowell crea un falso obiettivo che poi confuta trionfalmente. In realtà io ho citato un testo tecnico che si riferisce esplicitamente al caso di "direct hit." Non è affatto "ovvio" che una bomba che colpisca il tetto di un "Luftschutzbunker" uccida tutti i suoi occupanti: se la copertura di cemento armato è sufficientemente spessa - 80 cm secondo il libro di Attilio Izzo - il rifugio resiste ad una bomba di peso medio che cada dalle normali altezze di bombardamento (naturalmente in riferimento alle bombe in uso durante la seconda guerra mondiale).

    Come si può credere seriamente che nei crematori IV e V, che avevano muri di mattoni spessi 25 cm e una copertura che proteggeva appena dalla pioggia, gli ingegneri della Zentralbauleitung di Auschwitz abbiano progettato e installato anche un "air raid shelter"? Una bomba caduta su questi crematori avrebbe sfondato il tetto e causato delle vittime perfino se non fosse esplosa!

    L' obiezione che sono esistiti "above ground air raid shelters" é assolutamente irrilevante, sia perché non ho mai negate una cosa simile, sia perché Samuel Crowell non dice nulla sulla lore struttura (ma sono certo che non avevano un tetto di "Heraklitplatten", tettoie che in Italia si usano per coprire i pollai).

    A conferma di ciò posso addurre il fatto che quando il crematorio I fu trasformato in "Luftschutzbunker" fu subito eseguita "eine Verstärkung von 38 cm" dei muri. 13

    "ARGUMENT 14. Mattogno contends that "Drahtnetz- einschiebvorrichtung" and "Holzblenden" for Crematoria II could not have had anything to do with covering openings in an air shelter context, because there were no such openings.

    COMMENT: Aside from the fact that the absence of document describing these four openings does not prove their non- existence. It would be helpful at this point if Signor Mattogno explained what these materials were for. The normal meaning of "Blende" is of a (vertical) shutter for an opening. The screens seem to have had an associated function. It seems likely that there were four openings somewhere for which these screens and shutters were designed. Otherwise why are they on the list? One thing is certain: wooden shutters and wire mesh screens are not common paraphernalia for delousing or desinfection chambers of any kind, although they are common for air raid shelters. As in many other places, Mattogno offers destructive criticism, but no constructive explanation."

    A differenza di Samuel Crowell, io non la presunzione di sapere tutto e di essere in grado di spiegare tutto. Le mie spiegazioni, al pari delle mie ipotesi, si basano sui documenti. Nel caso in questione, non conosco alcun altro documento riferito ad Auschwitz che menzioni i termini "Drahtnetzeinschiebvorrichtung" e "Holzblenden", per cui, fino al memento in cui scrivo, non sono in grado di spiegare che cosa fossero questi congegni . Una cosa certa: pretendere di spiegarli sulla base del dizionario, come fa Samuel Crowell, è semplicemente puerile. Per fare un esempio di una spiegazione da dizionario di tal fatta, un traduttore spiegava l'espressione di R. Höss "fünf 3-Kammer-öfen" (cinque forni crematori a 3 muffole) come "cinque forni a tre stanze"!

    Samuel Crowell passa poi sotto silenzio il fatto che questi dispositivi, secondo il documento nel quale sono menzionati, si riferiscono al "Leichenkeller 2", quello che per lui, essendo un semplice "spogliatoio", non aveva bisogno di una porta a tenuta di gas (vedi "argument 6"): ma allora perché aveva bisogno di questi dispositivi a tenuta di gas? A che cosa servivano? E perché essi non esistevano anche nel "Leichenkeller I", che pure aveva una porta a tenuta di gas?

    L' assenza di documenti che dimostrino 1' esistenza di aperture nel soffitto del "Leichenkeller 2" non prova la loro nonesistenza esattamente come l'inesistenza di documenti che dimostrino che Samuel Crowell abbia mangiato dei bambini non prova che egli non li abbia mangiati.

    Quanto sia vera l'accusa di "destructive criticism" risulta già dal fatto che Samuel Crowell stesso dedica la parte conclusiva del suo articolo al "Mattogno's Positive Contribution"!

    Naturalmente, di fronte alle sciocchezze bisogna essere necessariamente distruttivi.

    "ARGUMENT 15. Mattogno argues that the "Fenstergitter" are not screens but rather "Gitterfenster", that is, not screens but iron bars.

    COMMENT: Whether Crematoria IV and V were equipped with screens, or with bars, or with grill-work, is not really relevant. What is more relevant is that the "little doors" for these two crematoria are identical in design to gastight Blende for air raid shelters and second, that gastight Blende are not part of the normal equipment for disinfection chambers. Furthermore, the number and the measures of the bars and /or screens he cited do not compare to the number and the measures of document I cited. It is therefore not obvious that "Fenstergitter" were "Eisengitter" in the first place."

    Samuel Crowell nel sue articolo afferma testualmente che «die Auschwitzer Auftragsnummer-Nr. 353 vom 27. April 1943 enthält folgende Bestellung: "12 Stucke Fenstergitter 50 x 70 cm", was allgemein als Drahtnetzgitter für jene 12 gasdichten Fenster (oder Türen) angesehen wird, die wir oben als identisch mit den Blenden und Holzblenden festgehalten hatten.» Egli pretende che Fenstergitter sia sinonimo di Drahtnetzgitter senza fornire al riguardo alcuna prova. Io obietto che nell' uso linguistico della documentazione in cui appare questo Auftrag (gli estratti di Jan Sehn dal registro "Schlosserei WL" (WL = Werkstättenleitung ) il termine "Gitter" associato ad una "Fenster" senza ulteriore specificazione significa senza dubbio una inferriata a barre metalliche, come risulta dal documento che ho menzionato nell' articolo, che parla di "Eisengitter" per "Fenster." Non a caso 1'Auftrag del 3 marzo 1943 n.146 menziona "Drahtgittertore" in riferimento a due cancelli del cortile del crematorio II, che erano appunto intessuti di rete metallica. I congegni di cui fantastica Samuel Crowell si sarebbero dunque chiamati quantomeno "Drahtgitterfenster", se non proprio "Drahtnetzgitterfenster."

    Nella sua citazione del suddetto Auftrag Nr. 353 del 27 aprile 1943 Samuel Crowell dimentica inoltre di menzionare "4 Stück Fenstergitter 50 × 100 cm" che evidentemente non quadrano con la sua tesi. Grazie a questa dimenticanza, egli può affermare che le misure dei congegni menzionati nei due documenti (quello citato da Crowell e quello citato da me) non corrispondono. In realtà in entrambi i documenti si parla di 4 finestre di 50 × 100 cm.

    L'argomentazione che segue è un altro brillante esempio della metodologia capziosa di Samuel Crowell. Dopo aver stabilito d' autorità, senza alcuna prova, l' identità tra "Fenstergitter" e "Gitterfenster" nel senso di "Drahtnetzgitterfenster", egli pretende che le "gasdichte Türen" (di 30 x 40 cm) dei crematori IV e V erano identiche alle "gastight Blende for air raid shelters" e conclude trionfalmente che "gastight Blende are not part of the normal equipment for disinfection chambers." Con un gioco di prestigio, egli sostituisce dunque il primo termine ("gasdichte Türen") che appare nell'Auftrag Nr.6 del 24 febbraio 1943 con il secondo ("gastight Blende"), che non ha alcun fondamento documentario, poi trae da questo una conclusione necessariamente insensata. 14

    In realtà l'"indizio criminale" che Samuel Crowell pretende di spiegare si riferisce esplicitamente a "gasdichte Türen", le quali invece, ovviamente, "are part of the normal equipment for disinfection chambers."

    "ARGUMENT 16. Mattogno argues that the "little doors" were closed from the outside, as evidence a photograph, and therefore could not have been used for air raid shelters.

    COMMENT: This was a puzzle to me, since the photo shows the "little doors" closing in one direction, while the close-ups of "little doors" in Pressac show the doors being held upside down, or it might mean that the larger photo of the Crematorium taken from a distance has an exposure error. It might also mean that the Germans, in the camps, violated a fundamental condition of establishing seals, as indicated in Scholle's book, which specified that the screens and other "Splittervorrichtung" had to go outside, with the shutters inside."

    E' chiaro che Samuel Crowell conosce soltanto le cattive riproduzioni della fotografia pubblicate da Pressac 15 e non ha mai visto la fotografia originale, che non lascia dubbi su ciò che ho scritto riguardo all'apertura verso l'esterno 16 delle tre finestrelle della facciata sud della parte ovest del crematorio IV (quella dotata di porte e finestrelle a tenuta di gas). Se Samuel Crowell ha dei dubbi in proposito, si procuri la fotografia originale. Il riferimento è archivio del Museo di Auschwitz, negativo n. 20995/465.

    A sostegno della sua tesi, Samuel Crowell chiama in causa impianti presuntamente simili di Dachau e di Neuengamme che non hanno alcuna relazione con la questione delle "gasdichte Türen" dei crematori IV e V di Birkenau.

    "ARGUMENT 17. Mattogno's argument that the "Gasprüfer" document is a forgery.

    COMMENT: Arguments that documents are forgeries are generally bootless unless one can explain in general who forged it, for what purpose, and how. Mattogno has done none of these things, and hence gives ammunition to those critics of revisionism who accuse us of "dismissing as forgeries all inconvenient documents."

    Come al solito, per poter obiettare qualcosa di apparentemente sensate, Samuel Crowell costretto a travisare le mie argomentazioni. Su questo punto ho scritto semplicemente che "riguardo ai "Gasprüfer", Samuel Crowell non propone nulla e si limita ad accettare la spiegazione - a mio avviso infondata - di A.Butz", e questo tutto. Il livore di Samuel Crowell a questo riguardo è ben comprensibile: egli pretende di spiegare TUTTI gli indizi criminali di Pressac, ma non sa che cosa dire sull'indizio che Pressac considera il più importante, In effetti, dei "Gasprüfer", nel senso in cui li intende Pressac, sono pienamente giustificati in relazione ad una camera di disinfestazione, ma come si spiegano in relazione a un "Luftschutzbunker"? A che cosa servivano?

    Veniamo ora alla solita rettifica del solito travisamento di Samuel Crowell. Nel mio articolo «Die "Gasprüfer" von Auschwitz» apparso nel numero di marzo 1998 di VffG, ho scritto che, SE i "Gasprüfer" designassero realmente l'attrezzatura per la prova del gas residue (che si chiamava in realtà "Gasrestnachweisgerät"), il contesto storico che ho delineate con la citazione di documenti inediti darebbe ragione all'interpretazione di Robert Faurisson riguardo alla disinfestazione con Zyklon B dei "Leichenkeller" del crernatorio II. In questa prospettiva, lo Zyklon B poteva servire anche per gasazioni di disinfestazione, sicché il documento non solo non è "inconvenient" per la mia ipotesi, ma la rafforzerebbe. Per me dunque sarebbe state facile accettare la spiegazione di Pressac e assumerla, in connessione con il "Vergasungskeller", come prova dell' uso del "Leichenkeller 1" del crematorio II come camera di disinfestazione. Tuttavia la questione presenta tali e tante assurdità da far pensare che il documento sia il frutto di una falsificazione.

    Sarò ben lieto di rinunciare a questa idea se Samuel Crowell saprà spiegare le assurdità che ho elencate alle pp.17 e 18 dell'articolo summenzionato.

    Indi Samuel Crowell presenta una "Recapitulation of Mattogno's conclusions." Poiché si tratta, appunto, di una "recapitulation", prendo in esame soltanto ciò che egli aggiunge di nuovo ai suoi "comments."

    Il primo punto comincia così:

    "Absolutely no air raid protective measures were undertaken before the end of 1943.

    COMMENT: This is clearly wrong, and in context of the documents posted in January 1998, a ridiculous assertion."

    In realtà, se qui c'è qualcosa di "ridiculous", è proprio la tesi di Samuel Crowell, che:

      1) mi attribuisce una tesi non mia

      2) interpreta capziosamente i documenti ai quali fa riferimento. Ho gia spiegato la questione nell' "argument 1" e non è il caso di soffermarsi ulteriormente su questa sciocchezza di Samuel Crowell.

    Nel terzo punto Samuel Crowell dice:

    "Crematoria IV and V not have functioned as air raid shelters because of their unprotected aboveground status.

    COMMENT: Mattogno does not explain why the "Gasskammern" of IV and V the "Gaskammern" of Majdanek, and the Morgues of II and III were all equipped with concrete, and most cases, reinforced concrete walls and ceilings. For while it is true that delousing facilities should be sturdily constructed to retain heat, what purpose would a delousing facility have for reinforced concrete? On the other hand, a supplemental interpretation as an air raid shelter explains the point easily."

    Qui Samuel Crawell dà un altro magnifico saggio della sua totale incompetenza in materia. Per quanto riguarda i crematori IV e V - e il mio argomento si riferisce esclusivamente ad essi - ho già scritto che essi avevano "muri ordinari di mattoni pieni di appena 25 cm di spessore." L' "Entwesungsanlage" di Majdanek, che comunque non ha niente a che vedere con i crematori IV e V di Birkenau, fu progettato secondo le norme standard relative alla costruzione delle camere a gas ad acido cianidrico. A questo riguardo rilevo che il Kostenanschlag del 10 luglio 1942, per l'intero "Entwesungsanlage", prevedeva un soffitto di 12 cm di spessore ("Eisenbetondecke 12 cm stark") con sopra uno strato di argilla di 12 cm di spessore ("Lehmauffüllung 12 cm stark") come strato isolante ("als Isolierschicht"). I muri erano previsti di mattoni ordinari ("Ziegelmauerwerk") . La pianta "Entwesungsanlage. Bauwerk XIIA" datata "August 1942" mostra un soffitto di 15 cm di cemento armato con sopra uno strato di 12 cm di argilla; i muri esterni dell'impianto presentano uno spessore di 38 cm.

    Le camere a gas di disinfestazione standard ad acido cianidrico con sistema Degesch- Kreislauf (DEGESCH-Kreislauf -Anlage für Entlausung mit Zyklon-Blausäure") avevano un sofitto costituito da


    e muri di 38 cm di spessore (disegno di F.Boos del 30.6.1942 per le camere a gas di disinfestazione dell' "Aufnahmegebäude" di Auschwitz).

    Installazioni di questo tipo esistono ancora in vari ex KL tedeschi, ad esempio a Dachau e a Buchenwald. Samuel Crowell oserà affermare che anche queste camere a gas erano dei "Luftschutzbunker"?

    E' dunque chiaro che egli vaneggia quando parla di "concrete, and most cases, reinforced concrete walls" in relazione alle camere a gas di Majdanek e ai crematori IV e V.

    Egli mi accusa poi di non aver fatto alcuno sforzo per verificare documentariamente la sua tesi: "In this case, however, it seems clear that Signor Mattogno had made absolutely minimal effort in this direction."

    La presunzione di Mister Crowell, che non sa nulla dei miei scritti e della mia attivita, ma pretende tuttavia di sentenziare su ciò che ho fatto o non ho fatto, è veramente incredibile. Preciso allora che la tesi di quest' ultimo arrivato, nella panoramica revisionistica, non è nulla di nuovo: essa è stata già espressa parecchi anni prima di lui da persone molto più competenti di lui, ad esempio l' ing. Pierre Marais nell' opera En lisant de près les écrivains chantres de la Shoah, La Vieille Taupe, 1991. Ancora prima, come Samuel Crowell ricorda all'inizio del sue articolo, i' ipotesi era stata formulata da Wilhelm Stäglich nel sue Der Auschwitz-Mythos. Quando apparso il primo libro su Auschwitz di Pressac, nel 1989, I' ipotesi dei rifugi antiaerei per spiegare i suoi "indizi criminali" era gia corrente presso gli studiosi revisionisti e fin da allora io l'ho considerata attentamente per valutarne la fondatezza. Quando poi a Mosca ho esaminato tutta la documentazione della Zentralbauleitung di Auschwitz, tra le mie direttive di ricerca c'era anche la verifica di questa ipotesi. A Mosca dunque ho trovato varie centinaia di documenti relativi ai crematori, ma tra questi non c'è il minimo "indizio" a sostegno della tesi dei "Luftschutzbunker."

    Con buona pace delle ridicole accuse di Samuel Crowell.

    Nella seconda parte del suo articolo, intitolata "Mattogno's Positive Contribution", Samuel Crowell continua la sua opera sistematica di stravolgimento del significato dei miei argomenti e persino dei documenti. Ecco il suo incredibile commento riguardo ai due documenti sulla relazione tra disinfestazione e crematori che ho pubblicato nel mio articolo:

    "These are excellent documents because they prove that the "Vergasungekeller" as well as the associated space in Crematorium III, were equipped with showers, as well as hot air delousing installations strongly supports the notion that they were not, and could not have been used for gassing."

    Come Samuel Crowell riesca a dedurre l'esistenza di "showers" dalla semplice menzione di "2 Topf Entwesungsöfen für das Krema II" e di un "Entwesungsanlage" è un mistero insondabile.

    Non c'è dubbio che una disinfestazione mediante "Entwesungsöfen" avviene mediante aria calda e non mediante acido cianidrico, ma un "Entwesungsanlage" può funzionare anche ad acido cianidrico. Ricordo a questo proposito che la denominazione ufficiale dell'impianto di disinfestazione ad acido cianidrico di Majdanek era appunto "Entwesungsanlage."

    Come ho già spiegato nel mio articolo, gli "Entwesungsöfen" furono installati nella Zentralsauna, perciò il punto centrale della questione resta 1' "Entwesungsanlage."

    La parte "positiva" del mio articolo mira a "comprendere le intenzioni della Zentralbauleitung di Auschwitz e a ricostruire il quadro generale" in cui gli "indizi" di Pressac si collocano storicamente, senza formulare ipotesi specifiche. E non c'è dubbio che, documentariamente, la tesi di Samuel Crowell non rientra affatto in questo quadro generale.

    Samuel Crowell invece, che sembra aver capito ben poco di questo inquadramento storico e dello scope per il quale l'ho delineato, mi accusa di aver tralasciato dei particolari che erano al di fuori del tema generale del mio articolo.

    Considerata l'insistenza con cui egli batte su questo punto, risponderò qui alla questione che per lui sembra essere di importanza fondamentale. Egli afferma:

    "HOWEVER, Mattogno, by failing to say even one word about the gastight doors with peepholes falls into the trap laid by Pressac. He still cannot explain what such a door would be doing in a space containing showers."

    In realtà è Samuel Crowell che cade nella trappola di Pressac. Entrambi ignorano che le "gastight doors" a Birkenau erano di uso comune: esse furono installate non solo nell' "Entwesungsanlage" ad aria calda del campo zingaro (BW 32), ma in tutti i locali igienici dei BW 5a e 5b ("Sauna", "Entwesungsapparat", "Entwesungskammer", "Desinfektion"), oltre - ovviamente - che nelle "Gaskammer" ad acido ciadrico.

    Se dunque una semplice sauna aveva bisogno di porte a tenuta di gas ("2 Stck. Gasdichte Türen 100/200 für die Sauna") 17, c'è molto da stupirsi se una porta simile fu installata in un locale che conteneva delle docce?

    Ricapitolando, non sono minimamente contrario alla tesi della duplice (o triplice) funzione dei "Leichenkeller" di Birkenau, che Samuel Crowell mi attribuisce abusivamente quando scrive che "the morgues were not either air raid shelters or disinfestation chambers, but rather, both." E' chiaro che egli ha capito poco o nulla di ciò che ho scritto.

    I "Leichenkeller" dei crematori furono sicuramente progettati e costruiti come "Leichenkeller", e questo è lo scope principale della loro costruzione. Gli "indizi" di Pressac, in particolare quello relative al "Vergasungskeller", inducono a credere che a partire dall'inizio del 1943 la Zentralbauleitung abbia pensato di adattare i "Leichenkeller 1" per usarle anche come camere a gas di disinfestazione provvisorie e supplementari. Ciò non toglie che questi locali potessero essere usati (per un certo numero di persone e ben un tempo determinato) anche come "Luftschutzbunker", ma si può affermare con certezza che questa funzione eventuale non incise minimamente sull' equipaggiamento dei locali. In altri termini, gli "indizi" di Pressac non hanno nulla a che vedere con "Luftschutzbunker."

    Il revisionismo non ha bisogno di improvvisazioni dilettantistiche basate sul confronto tra fotografie e su defizioni da vocabolario, ma di ricerche scientifiche fondate studio dei dccumenti e sull'ispezione dei luoghi; non ha bisogno di studiosi da scrivania improvvisati, ma di ricercatori competenti che vadano negli archivi alla ricerca di nuovi documenti.

                                                                                                    Carlo Mattogno



    NOTE


    1. - Annales d'Histoire Revisionniste, Nr.1, Printemps 1987, p.14.

    2. - L'Amt C/V, Zentralbauinspektion.

    3. - Per un lapsus nel mio articolo ho scritto "Jothan."

    4. - L' "indizio" relativo al "Vergasungskeller" risale al 29 gennaio 1943.

    5. - Il 23 novembre 1943. Standortbefehl Nr. 53/43.

    6. - Jerzy Debski, Tablice obozowe zródlem do historii KL Auschwitz (Le tavole del campo come fonte per la storia del KL Auschwitz), in: Zeszyty Oswiecimskie, 21,1995, pp.171-173.

    7. - Vedi al riguardo le pagine 39-43 del mio studio La Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz. Edizioni di Ar, 1998.

    8. - Vorhaben: Kriegsgefangenenleger Auschwitz (Durchfürung der Sonderbehandlung). Archivio storico militare di Praga.

    9. - VffG, Dicembre 1997, p.240.

    10. - Idem, p.234.

    11. - Attilio Izzo, Guerra chimica e difesa antigas. Hoepli, Milano 1935, pp.246-247.

    12. - Idem, p.246, nota 78.

    13. - Erläuterungsbericht del 2 novembre 1944.

    14. - Questo gioco di prestigio serve anche a creare un collegamento - parimenti arbitrario - con le "Holzblende" del crematorio II.

    15. - Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers. New York 1989, p. 417.

    16. - Ciò significa che i dispositivi di chiusura delle porte si trovavano nella parte esterna delle "gasdichte Türen", che dunque si potevano chiudere soltanto dall'esterno, come appare chiaramente nelle fotografie di queste finestrelle pubblicate da Pressac (Auschwitz, pp.426-428). Queste fotografie mostrano che le finestrelle si chiudevano su un telaio ad incastro più piccolo delle finestrelle, sicché esse avevano un senso di apertura obbligato: se fossero state installate al contrario, si sarebbero agerte verse l'interno e non verso l'esterno. Dunque queste finestrelle, al pari delle porte a tenuta di gas dell' "Entwesungsanlage" di Majdanek, non si potevano chiudere dall'interno, e questo fatto demolisce da solo la tesi di Samuel Crowell.

    17. - Arbeitskarte del 13 novembre 1942, Auftrag Nr.2433 per il BW 5a.


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