AAARGH

Associazione degli Anziani Amatori di Racconti di Guerra e di (H)Olocausto

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IL REVISIONISMO OLOCAUSTICO IN ITALIANO
<http://aaargh.com.mx/ital/ital.html>
<
http://vho.org/aaargh/ital/ital.html>

 

Non morite idioti !!!
un buon consiglio dall'aaargh

SI racomanda il blog revisionista di Andrea Carancini:
Il migliore strumento per settaciare le notizie sull revisionismo dello cosidetto Olocausto.
Tutto in italiano. Un lavoro utilissimo.

http://andreacarancini.blogspot.com/


Novembre 2010

Vedi anche la pagina AAARGH REPRINTS, DOCUMENTS, ARTICOLI


Novità :

ESISTE LA LIBERTÀ DI PAROLA IN ITALIA, OPPURE NO ?
<pdf> 2,5M. AAARGH reprints, Pag. 133. Raccolta della stampa italiana sulla
vicenda Moffa e il disegno di legge di Pacifici,
il killer delle libertà di stampa, di pensiero, et di tutto..., il capo dell'assolutismo ebraico

 

Carlo MATTOGNO

Il Comitato di soccorso Zimmerman o
gli olo-bloggers un (denigr)azione nel web

Luglio 2010, <pdf> pag. 58, 550K

Nell'ottobre 1999 il prof. John C. Zimmerman pubblicò un articolo intitolato Body Disposal at Auschwitz: The End of the Holocaust Denial1 che pretendeva essere la confutazione "definitiva" dei miei studi scientifici sulla cremazione ad Auschwitz, di cui il critico prese in esame la traduzione inglese della traduzione tedesca di un riassunto italiano di oltre 100 pagine ­ che fu ulteriormente ridotto per esigenze editoriali a 40 pagine2 ­ della prima versione di uno studio generale che ho completato negli anni successivi e che ora conta oltre 500 pagine di testo, 300 documenti e 370 fotografie3. Zimmerman mi accusava di aver adottato «le solite tattiche dei negatori di omissione e di travisamento», in pratica, di essere un falsario della storia.
Risposi immediatamente ...

 

 

Insania Judaica

Il Gran Kahal
portale informativo contro il razzismo suprematista ebraico di matrice talmudica, novembre 2006, pag. 14, <pdf> 150K

Sono rarissime le notizie sul Gran Kahal odierno: le più recenti risalgono al 1954, con Hugo Wast e al 1996 con Israel Shahak il quale spiega che avendo gli Ebrei in Occidente acquisita nel 1780 l'eguaglianza giuridica ed essendosi man mano emancipati, il potere giudiziario che la Comunità ebraica deteneva venne pian piano
diminuendo (18), soprattutto in Occidente; mentre in Oriente l'emancipazione è stata assai debole e il Kahal ha mantenuta la sua forza. Tuttavia in Occidente vi sono state sacche di resistenza all'assimilazione, e con il movimento sionista e la fondazione del B'nai B'rith (1843), la corrente antiassimilazionista (e filo-Kahalista) ha ripreso il sopravvento.

 

Sergio LUZZATO
Shoah vera o falsa?
Non si decide per legge

Il Sole 24 ore 17 ottobre 2010, 1 p. <pdf> 128K.

Que dice questo conosciuto storico, figlio di una vecchia dinastia ebrea ? "La repressione giudizaria è misura inefficace". (Siamo testimoni!...) "Creare un precedente nella disciplina della libertà d'insegnamento sarebbe pericoloso." "La conoscenza storica si nutre di tutto, perfino di negazionismo".



Simone PETTIROSSI

Formazione e ascesa di un antisemita italiano : Giovanni Preziosi

<pdf> 70 K.Giuseppe RESSA

Il Sud e l'unità d'Italia

Il portale del Sud, Napoli, 2003, <pdf> 181 p., 3M

In seguito all'Unità d'Italiae all'espoliazione delle ricchezze del Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia a favore della parte settentrionale del paese, diedero origine, a partire dal 1870, alla famosa questione meridionale e ad una corrente di pensiero e ricerca storica detta meridionalismo. Prima dell'Unità d'Italia infatti, mentre il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo pur avendo una "spesa sociale" non indifferente, lo Stato dei Savoia invece aveva un ingente debito pubblico che poi divenne la base del debito pubblico italiano[6].
Dopo il 1880, a seguito della crisi agraria che interessò il Mezzogiorno, si inasprì la povertà delle regioni meridionali, favorendo una massiccia emigrazione verso le Americhe. La crisi agraria fu determinata dal crollo delle esportazioni dei prodotti agrari a causa della politica nazionale a favore delle industrie del nord[7]. I primi governi nazionali favorirono le imprese del nord con una politica di dazi sui manufatti industriali stranieri: senza dazi alle frontiere, infatti, i manufatti nazionali erano molto più costosi di quelli stranieri La politica di governo - che già aveva trasferito fisicamente fabbriche dal sud al nord (un esempio celebre sono i cantieri navali campani, ricostruiti in Liguria) - causò però la reazione dei paesi stranieri che introdussero dazi sui prodotti italiani, causando la rovina del settore agricolo meridionale e veneto. Le esportazioni di prodotti agrari crollarono. Le campagne furono letteralmente abbandonate e iniziò la piaga dell'emigrazione (Wikip.)

La mappa del brigantismo dell'Ottocento è la stessa delle cosche e 'ndrine di oggi...



Fiamma NIRENSTEIN e Dimitri BUFFA

Antisemitismo su Internet
L'opinione, 22 aprile 2010, reprod. Informazione corretta (= sionista)
2 pag. <pdf> 80K

 

Questa meta pazza s'è infiltrata nel parlamento italiano. Oramai è una "onorevole" e lancia delle attache per "risanare" l'internet. Le sui sbirri hanno parlato anche dell'AAARGH tra le siti da "oscurare". Da ridere.

Sulla stessa scia :

Fiamma Nirenstein e la censura planetaria
Kelebek a cura di Miguel Martinez, 21 maggio 2010, <pdf> pag.8, 600K

Fiamma Nirenstein è però riuscita a superare ogni livello precedente di foga repressiva: dopo aver denunciato come "antisemiti" anche i siti che dicono che Israele attua politiche "naziste", perché "banalizzerebbero l'Olocausto" [2] , afferma testualmente che bisogna agire contro un negazionismo "terribile" quanto quello dell'Olocausto - il "negazionismo archeologico" che metterebbe in dubbio il "legame eterno" che unirebbe gli ebrei alla Terra Santa.
Detto in un'audizione parlamentare che mira a introdurre leggi repressive, significa mettere al bando tutta la nuova archeologia e storiografia, di origine quasi esclusivamente israeliana, che mette in dubbio i racconti biblici e la pura discendenza da Giacobbe degli attuali cittadini israeliani; nonché chi, come Shlomo Sand, afferma che il sionismo è un costrutto del tutto moderno, nato nel solco dei nazionalismi europei ottocenteschi.


Pier Francesco ZARCONE

Alle origini dello stato di Israele
<pdf> pag. 12. 120 K

Breve cronologia degli eventi


Eric DELCROIX

Assoggettamento e decadenza delle sovranità democratiche
Brano tradotto da Stefano Vaj per la rivista Uomo Libero dal libro Le théâtre de Satan
<pdf> 2007, pag. 29, 550K

Certamente, il palazzo della Corte dei diritti dell'uomo a Strasburgo ­ di una ripugnante e simbolica laidezza, sia detto per inciso ­ è un covo emblematico della Cappa, e dunque della decadenza del diritto e del fanatismo giudiziario. La Storia non ci insegna forse che dietro ai Diritti dell'Uomo si profila sempre il Terrore messianico, che già affogò la Rivoluzione francese nel sangue? Questa procedura penale di Stato che faceva in particolare richiamo alla "giustizia" riappare oggi nella ricerca dei pensieri malefici sospettati di ispirare i nostri atti, ivi compreso quando questi sono di per sé del tutto anodini. E' proprio il Terrore giudiziario che infuria nel campo delle idee e dei sentimenti, in Francia come nel resto dell'Occidente, per assoggettare i popoli ed annichilire le sovranità nazionali.

Per più di vent'anni fu l'avvocato dei revisionisti francesi. Ha fatto un lavoro brillante.

Dagoberto Huseyn BELLUCCI

Il Governo mondiale ebraico
ed. <pdf> completa in 18 capitoli, a cura di TerraSantaLibera, pag. 233, 1,1M

La storia dei popoli che ci viene spesso presentata come un insieme scostante e distinto di eventi epocali fautori della nascita di distinte civiltà , accavallatesi l'una dietro l'altra , creatrici di tradizioni, racconti epici , religioni, riti, progressi tecnici e artistici molte volte non ha saputo scavare nelle reali origini di questi Miti fondatori. Le necessità di considerare alcuni aspetti fondamentali delle civilizzazioni dell'uomo sono state inquadrate da storici e ricercatori entro categorie quali l'eugenetica , l'antropologia, la scienza e la stessa teologia tutte branche specifiche di un insieme che comunque risulta assai più vasto e complesso.

Israel ZOLLI
Il rabbino di Roma che prese il nome di Eugenio
Libertà e Persona, 17.01.10, <pdf> pag. 3, terrasantalibera, 250K

Di lui si è parlato per oltre mezzo secolo. L'evocare il suo nome significa ancora oggi creare imbarazzo, sdegno, scandalo. La
sua autobiografia, Before the Dawn ("Prima dell'alba") splendido racconto di una conversione, non è mai stata pubblicata in Italia, nonostante il protagonista abbia vissuto nel nostro Paese la maggior parte della sua vita. Israel Zoller, italianizzato Italo Zolli, il rabbino capo di Roma che nel 1944 decise di chiedere alla Chiesa cattolica il battesimo - prendendo il nome di Eugenio in onore di Pio XII - perché era "arrivato" all'incontro decisivo con il Messia delle Sacre Scritture, è un personaggio cancellato dalla memoria della comunità ebraica e dimenticato dai cristiani.
(Eugenio Zolli, L'Ebraismo, Editrice Studium, Roma 1953, p. 57)

Vitaliano MATTIOLI

Gli Ebrei e la Chiesa
1933-1945
Milan, Mursia, 1997, pag. 103, <pdf> 1,6M. Pubblicato nel 1997 e inspiegabilmente ritirato dal commercio nel 1998, forse perché non gradito a qualcuno ? L'autore è attualmente professore presso il Pontificio Istituto S. Apollinare e la Pontificia Università Urbaniana. In data 26 febbraio 2005 sono apparse nel sito indymedia alcune pagine di un libro uscito nel 1997, ritirato dal commercio nel 1998 e perennemente censurato: Gli Ebrei e la Chiesa. Ma, nel giro di poche ore, sono state oscurate anche da indymedia... la censura ebraica veglia...


Il presente studio esamina una situazione specifica: lo sterminio degli ebrei; la presunta colpevolezza della Chiesa cattolica e le responsabilità degli Alleati oltre che degli stessi ebrei. Tre sono i luoghi comuni che ogni tanto emergono nella storiografia: 1) spesso si ritiene che lo sterminio degli ebrei avvenne per colpire la religione ebraica; 2) che fu una persecuzione architettata dalla ideologia cristiana in odio agli ebrei; 3) che la Chiesa ha aiutato gli ebrei con una molteplicità di iniziative mentre Pio XII come capo della cattolicità non ha fatto tutto il possibile per evitare la catastrofe, facendo prevalere la ragia n di Stato.
Queste tre tesi saranno affrontate e chiarite in altrettanti capitoli; si vedrà che sono frutto di menti prevenute, che non hanno ben analizzato il contesto storico e sono molto superficiali nello stilare giudizi. Infine il quarto capitolo riguarderà le responsabilità degli stessi ebrei e degli Alleati.

Carlo MATTOGNO

Paolo Barnard e il revisionismo storico
AAARGH REPRINTS, gennaio 2010, <pdf> pag. 6., 100K

L'articolo di Paolo Barnard Cosa penso io, antisionista e critico dei crimini d'Israele, dell'Olocausto è uno dei più sconcertanti che abbia letto sull'argomento, e non certo per il contenuto, quanto per il tono insolitamente acceso e l'abbondanza di paragoni truculenti del tutto fuori luogo. Il suo tema centrale, la questione numerica delle presunte vittime olocaustiche, dimostra che egli non ha ben chiaro che cosa si intenda per "Olocausto" e, conseguentemente, di che cosa si occupi il revisionismo.

 

Gianluca FREDA

Scio, scio, scioà !

<pdf> estratto del blog di Freda, pag. 57, 1,2M

Horst Mahler, Frederick Toben, Carlo Mattogno, Israel Shamir, Gilad Atzmon, Michael Santomauro (a New York), il Calabrese di Roma Antonio Caracciolo, ed altri.

Carlo MATTOGNO

Elie Wiesel: «Il più autorevole testimone vivente» della Shoah?
<pdf> pag. 14, 1,1M, del sito "ita.vho.org".

Elie Wiesel è un impostore? Ciò ha richiamato l'attenzione su un articolo scritto in ungherese il 3 marzo 2009[2], tradotto in inglese il giorno dopo[3] e in italiano nel mese di aprile[4]. In estrema sintesi, Miklós Grüner, che fu deportato dall'Ungheria ad Auschwitz nel maggio 1944, indi trasferito al campo di Monowitz e infine evacuato a Buchenwald nel gennaio 1945, dichiarò che al campo strinse amicizia con due fratelli, Lázár Wiesel, nato nel 1913, che aveva il numero di matricola A-7713, e Ábrahám Wiesel, nato nel 1900, numero di matricola A-7712. In pratica, Elie Wiesel si sarebbe appropriato dell'identità di Lázár Wiesel e avrebbe usurpato quella di Ábrahám per il padre. Miklós Grüner aggiunge che, in occasione di un incontro con Elie Wiesel, che gli era stato presentato come il suo amico Lázár Wiesel, questi rifiutò di mostrargli il numero di matricola tatuato sull'avambraccio. Egli allora intraprese delle ricerche e scoprì che un Elie Wiesel non era mai stato internato in un campo di concentramento e che non figurava in alcuna lista ufficiale di deportati. Le dichiarazioni di Miklós Grüner sono state ripetute da molti, ma senza indagare oltre. Non resta dunque che sottoporle a verifica in base alla sana metodologia critica revisionistica.


Dagoberto Husayn BELLUCCI

Il frankismo : ascesi satanica ebraica
<pdf> 8 p. 100K en italien

Nato nel cuore dell'ebraismo orientale, tra le comunità askhenazite (da Askhenza = in ebraico Germania) della Polonia del XVIIImo secolo, il movimento frankista ha rappresentato come pochi altri movimenti "eretici" - pure comparsi fin dai primi secoli dell'era volgare anche in seno alla Cristianità - la quintessenza demoniaca di una ascesi contro-tradizionale che provocò non poche reazioni anche all'interno del mondo ebraico.
Dai tratti assolutamente satanici, il movimento creato da Jacob Frank si diffuse notevolmente in ampi strati della comunità ebraica diffondendosi a macchia d'olio - seppur in modo occulto per le numerose scomuniche e anatemi che colpirono la setta - ed estendendosi all'interno dei movimenti della diaspora ebraica al di fuori dell'Europa Orientale.

 

Carlo MATTOGNO

Una nuova opera affermazionista su Auschwitz
<pdf>, pag. 15. Presentazione dell'ultimo opus dal famoso storico revisionista.

La persona al mondo che sa più cose sull'Olocausto è Carlo Mattogno. Il suo
libro "Le camere a gas di Auschwitz" costituisce la summa mirabile di 30 anni di
studi. È richiedibile, al prezzo politico di 35 euro alle
Edizioni all'insegna del
Veltro
, Viale Osacca 13, 43100 Parma, ITALIA; FAX o telefono: (00 39) 0521-290880; email:
insegnadelveltro1@tin.it, oppure a: http://www.effepiedizioni.com/

 

Serge THION

Saving the lefebrianists
Comments on Introvigne

AAARGH Reprints, february 2010, 14 p. 320K. in inglese ed in italiano.

Massimo Introvigne is a cheap lobbyist for New Age religions and right-wing Catholics. Frightened by Bishop Williamson skeptical utterances, Introvigne tries to portray "denial" as purely left-wing artefact. He tortures history and Serge Thion comes along to hit his fingers.

Beninteso, una certa estrema destra ha ripubblicato e ripubblica Rassinier con genuino entusiasmo, spesso senza conoscerne la storia e i motivi. Ma i suoi, gli anarco-pacifisti, non si sono sbagliati e non l'hanno mai veramente abbandonato, nonostante lo scandalo pubblico del negazionismo nella seconda metà degli anni 1960 fosse così forte da costringere a caute prese di distanze. Tuttavia Rassinier è morto nel 1967 mentre la sua bibbia del negazionismo, La menzogna di Ulisse, è del 1950; e le polemiche su questo libro non hanno impedito all'ex deportato di rimanere un dirigente importante di organizzazioni anarchiche e pacifiste almeno ancora per un buon decennio.

 

Il controllo militare USA dell'Italia
rivistaindependenza.org, pag. , dic. 2009, <pdf>

In Italia il Pentagono possiede 1430 edifici, con una superficie complessiva di 830 mila m2, più quasi altrettanti in affitto o concessione. Essi sono distribuiti in 42 siti principali, cui se ne aggiungono 41 minori portando il totale a oltre 80. I siti delle forze armate USA in Italia sono molto meno di quelli in Germania (235). Stanno però acquistando crescente importanza nel «riallineamento» strategico effettuato dal Pentagono, che sta ridislocando le proprie forze dall'Europa centrale e settentrionale a quella meridionale e orientale, per proiettarle più efficacemente in Medio Oriente, Africa e Asia centrale.

Louis-Ferdinand CÉLINE

Colloqui con il professore Y
Einaudi, tradotto dal francese per Gianni Celati e Lino Gabellone, Torino, 1971, sec. ed. 1982, pag. 50, <pdf> 30,6 M

Comprare un libro!... una roulotte? passi!... ma un libro!... la cosa la più imprestabile del mondo!... si sa, un libro se lo legono almeno in venti... venticinque lettori... eh, ma il pane e prosciutto, facciamo un caso, se potessero far contenti cosi bene... una sola fetta! venti... venticinque consumatori! sai la cuccagna!... il miracolo della moltiplicazione dei pani vi lascia basiti, ma il miracolo della moltiplicazione dei libri, quindi della gratuità del lavoro di scrittore, non è mica un fatto tanto nuovo.

 

Louis-Ferdinand CÉLINE

Mea Culpa

La bella rogna
Traduzioni di Mea Culpa, Denoël, 1936, e Les beaux draps, NEF, 1941, (alla p. 35) dalla Guanda, Milano, 1982, trad. di Giovanni Raboni e Daniel Gorret. Abbiamo lasciato perdere il saggio adjuntivo di J.-P. Richard, pubbliato pure per proteggere il culo dell'editore. <pdf>, 86 p., 52M Cosi, i quattrro pamfleti sono tutti accessibile.

« Ci siamo! Pare che tutto cambi che adesso si viva tra i complimenti, la redenzione, le buone maniere, la vera virtù. Bisognerà sorvegliare il proprio linguaggio. Ci sono decreti anche per questo. Sono passato per il correzionale, non bisogna che ricominci. Sopratutto non nominiamo nessuno! Nient'altro che idee generali! [...] Mi occulto. E per di più assolutamente prudente! Tutto diventa un caso dei più spinosi. Ci son censori, delatori in tutti gli angoli... Non so più dove mettermi... Castighiamo, castighiamo le nostre espressioni!... La Francia è sbirra, c'è il pieno alla Commandantur di persone che vengono a denunciare... »

Bagatelle per un massacro
Milano, Guanda, 1981. <pdf> pag. 188. 1,7M. Traduzione di Giancarlo Pontiggia, con una nota introduttiva di Ugo Leonzo.


È dunque la seconda traduzione in italiano, e, tutti lo dicono, la migliore. Siamo noi d'accordo. Questo libro fu stampato in settembre 1981. In gennaio 1982, fu soppresso dal tribunale di Milano. Da allora in poi, molto difficile da trovare. Era l'opera della vedova, Lucette, che, consapevolmente, chiamamo "carogna". Ha la legge con se, vero, ma, cavolo! non ha il diritto di scegliere quei libri vogliamo noi leggere. Allora, carogna, va be'...

Il mondo è pieno di gente che si dice raffinata e che poi non è, ve l'assicuro, raffinata neanche tanto così. Io, servitor vostro, credo davvero di esserlo, un raffinato! Sputato! Autenticamente raffinato. Fino a poco tempo fa, facevo fatica ad ammetterlo... Resistevo... E poi un giorno mi sono arreso... Al diavolo!... Però sono un po' infastidito dalla mia raffinatezza... Cosa si finirà per dire? Pretendere? Insinuare? [...] Potrei, potrei certamente diventarlo anch'io, un vero stilista, un accademico « pertinente ». È una questione di lavoro, un'applicazione di mesi... forse di anni... Si può ottenere tutto come dice il proverbio spagnolo: « Molta vaselina, tanta pazienza, e l'elefante s'incula la formica ».

Bello questo proverbio spagnolo, no ?

Carlo MATTOGNO

Postilla sull'articolo di Thomas Kues "Le presunte gasazioni sperimentali di Belzec"

<pdf> pag. 5., 150K

 

Marco MENDUNI

L'editore negazionista : Francesco Pitzus
Il Secolo XIX. 29 gennaio 2009, pag. 2, <pdf> 100K,

Il gionalista visita a Francesco Pitzus, piccolo editore a Genova.

Suoniamo. Un appartamento sobrio. Nessun simbolo. Un salottino, una stanza piena zeppa di libri, un'altra in cui s'intravede un letto e, sul muro, una croce con il rosario. I volumi. "Ne sono morti davvero sei milioni?"; "Deliri a Norimberga"; "Auschwitz, i fatti e la leggenda"; "Le falsificazioni fotografiche della propaganda e l'Olocausto ebraico".
Pitzus, la polemica su revisionismo e negazionismo è di nuovo vivacissima.
«Io però non sono un pensatore. Sono un editore di testi storici che, per il sette-otto per cento della sua produzione, ha deciso di dar voce anche a chi ha opinioni diverse su quel che avvenne. La gente ha cervello, ognuno può leggere e trarre le sue conclusioni».
Sono però testi che negano l'Olocausto, le camere a gas...
«Chi legge i principali autori revisionisti, sa che tutti affermano che in quel periodo sono morti dal milione e mezzo ai due milioni di ebrei. Quindi qui non si nega proprio nulla. Si contestano però alcuni dati ufficiali e il modo in cui questa tragedia, che è una tragedia, è avvenuta. È il tentativo di meglio puntualizzare una realtà storica sulla quale non è apparentemente possibile studiare».

 

Nashua (vero cognome Pierre GUILLAUME)

Prospettive sui Consigli, la gestione operaia, et la sinistra tedesca

AAARGH Reprints, 14 p., <pdf> 150K. Conversation enregistrée en 1974.

Ceux qui la publient, en France et en Italie, sont obligés de l'éditer, et en même temps, de calomnier l'auteur ! Nous vivons une époque de décadence !!!

Alessandra PIETROBON

Un giudice internazionale per il negazionismo ?
<pdf> pag; 10, 250K, Forum di Quaderni costituzionale, avril 2007,
Professore associato di Diritto internazionale, Università di Padova

La perversione ideologica del diritto internazionale : un capolavoo di malafede. Lei anche spiega perché Israele, su questo piano, non puo intervenire (p. 8)

La diffusione - ad un preteso livello storico-scientifico - di idee negazioniste durante un convegno internazionale ampiamente pubblicizzato, con la partecipazione e l'avallo di membri del Governo, sembra comportamento in contrasto evidente con la norma appena citata. Né risulta apprezzabile, alla luce dell'interpretazione fornita dal Comitato, la "giustificazione" addotta dal governo iraniano, secondo la quale la conferenza avrebbe avuto lo scopo di ricostruire la verità storica, attraverso un forum di discussione libero ed accessibile anche a "studiosi" cui nei Paesi europei sarebbe negata la libertà di pensiero e di espressione al riguardo.
La condotta negazionista, in una con le gravi e ripetute minacce allo Stato di Israele, va esaminata poi alla luce della convenzione sul genocidio. Con questa gli Stati parte si impegnano infatti non solo a porre in essere le misure necessarie alla prevenzione e alla repressione degli atti di genocidio indicati all'art. II, ma anche alla punizione degli atti contemplati dal successivo articolo III: fra i quali, sono espressamente menzionati sia l'incitamento diretto e pubblico a commettere
genocidio, sia il tentativo e la complicità nel genocidio. Fermo restando che la qualifica di crimine internazionale risulta limitata alla commissione del genocidio, le disposizioni dell'art. III sono indispensabile corollario per garantirne in modo effettivo la prevenzione. Per il combinato disposto dei due articoli si realizza così, anche sul piano del diritto internazionale un'ipotesi di norma incriminatrice che configura come illecita non solo la condotta tipica che pone in essere la fattispecie criminosa, ma anche il tentativo e il concorso nella commissione del crimine (in modo corrispondente dunque a quanto accade, ma con disposizioni generali, nei sistemi interni "completi" di diritto penale). E' possibile quindi una valutazione della condotta iraniana anche rispetto a queste norme: valutazione anzi doverosa, ma utile solo se potrà evitare i toni esasperati del dibattito politico, quale emerge dai verbali della discussione di fronte all'Assemblea generale in occasione dell'adozione della risoluzione del 26 gennaio scorso.


Carlo MATTOGNO

Patrick Desbois e le "fosse communi" di ebrei in Ucraina
< pdf > 20 p. Estratto del sito <ita.vho.org>

« Per cancellare queste ombre che offuscano la sua alta figura morale gli basterà recarsi a Gaza con la sua carovana alla ricerca di bossoli israeliani: "un bossolo-un palestinese morto". Allora, perlomeno, si potrà credere alla sua buona fede. »

Serge THION

Israele, ovvero il crimine sistematico
< pdf > 150K, 17 p. Eurasia, rivista di Studi geopolitici, Parma, maggio-Agosto 2009.

Gennaio 2009. Siamo gli spettatori di un crimine. Non esiste un altro termine. Massacrare in questo modo le persone, quali che siano i pretesti, è un crimine. Un crimine non si perdona. Si punisce. Solo le vittime possono perdonare. Un giomo, forse. Ma, oggi, nessuno ha il diritto di perdonare quei criminali che dirigono un'entità mal fondata, illegittima, istituita con la sola forza, senza il consenso di nessuno nella regione.
Non è perché un crimine dura a lungo, perché si ripete ogni giorno, che esso cessa di essere un crimine. Si dovrebbe anche dire: al contrario, più perdura, più si aggrava. Noi conosciamo l'identità dei criminali. Vediamo i loro volti in televisione. Stampati sui loro tratti, vediamo il crimine e il sadismo che li ispirano.
Ernst NOLTE a Trieste (novembre 2009)

La difficoltà di parlare con gli italiani
Intoleranza, violenza, rovina della democrazia

< pdf > 150K, p. 13.

Nolte era a Trieste su invito dell'amministrazione comunale per un convegno e a pochi minuti dall'inizio della conferenza un gruppo di manifestanti ha interrotto i lavori gridando a gran voce «Vergogna, vergogna, fascisti». Nelle immagini, dunque, si vede la sala gremita e il palco dei relatori, dov'è accomodato anche il revisionista. Attorno ci sono molte persone in piedi, Rosolen è in platea e in sottofondo si sente la contestazione motivata con la frase «vergogna, è un fascista!». Poi tutta la scena è per il momento-sfogo della Rosolen. Che comincia a gridare «vai fuori» e lo ripete più volte. La risposta però è di nuovo: «Fascista». È a questo punto che la Rosolen esplode, ripetendo: «E tu sei un comunista, un comunista di merda»

Il strano caso Carraciolo
AAARGH reprints, pag. 45, in francese ma sopratutto in italiano, <pdf> 500K.

Improvisamente scatena la stampa italiana contro di un insegnante della Sapienza. Lui, scrivendo sui blog, difende, da lungo tempo, il diritto dei revisionisti (anche conusciuti come "negazionisti) ad esprimere la loro opinione. Ha anche dubbi sulla Nuova Santa Storia. Tutti dicono: va visitare Auschwitz, Dachau, Yad Washem... Il capo ebraico di Roma ulula per ottonere una legge simile alla francese legge Gayssot.

Dossier de presse et interventions de Carlo Mattogno, Serge Thion et Miguel Martinez.

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si dice certo che "sarà l'università stessa a reagire": "Le notizie apparse oggi su Repubblica sono la drammatica conferma di quello che diciamo da tempo: la nostra missione è evitare che la memoria diventi storia [Mama mia !] e che si perda la forza che deve avere la comprensione dei fatti storici. La cosa che più mi preoccupa è che ci sono tanti casi di negazionismi non affermati con questa spudoratezza ma che vivono nell'ambiguità di posizioni di non coerenza, che sono anche peggiori di chi si assume la responsabilità di dirlo".

 

Carlo MATTOGNO

Belzec e les Controversie olocaustiche di Roberto Muehlenkamp
AAARGH Reprints, <pdf> 1,1M, 69 p.

Nel sito Holocaust Controversies è apparso un articolo di un tale Roberto Muehlenkamp che vorrebbe essere una confutazione di una parte della versione americana del mio studio sul campo di Belzec, in particolare, del capitolo IV, intitolato Il campo di Belzec alla luce delle indagini archeologiche polacche (1997­1999), che contiene un'analisi del rapporto sulle ricognizioni (trivellazioni e scavi) eseguite in tale campo tra il 1997 e il 1999 da un gruppo di
archeologi dell'università Nicola Copernico di Torun diretto dal prof. Andrzej Kola. Questo rapporto fu pubblicato in polacco e in inglese. La critica riguarda inoltre il capitolo V del mio studio, dedicato alla Storia documentata del campo di Belzec. Esaminerò questa critica, che in gran parte ricalca la struttura del mio testo, paragrafo per paragrafo.

 

Giudice Edward L. VAN RODEN

Atrocità americane in Germania
<pdf> pag. 8, 150K, traduzione di A. Ambrosi

Nel 1948 il giudice Van Roden venne incaricato di un'inchiesta sulle irregolarità degli inquirenti americani nei
confronti di detenuti tedeschi. [...] Questa pagina del giudice Van Roden illustra, spesso con un pudore perbenista da puritanesimo americano, i metodi da far-west con cui gli inquirenti americani torturavano come prassi diffusa i prigionieri di guerra tedeschi e gli estorcevano qualunque confessione. Le parole del giudice accennano con imbarazzo frettoloso questioni che andrebbero invece approfondite: per esempio il fatto che simili procedure siano state per gli americani per anni la norma generalmente diffusa che hanno applicato e non l'eccezione. Questo getta anche nuove luci sui tanti (troppi) processi per "crimini di guerra tedeschi" nel dopoguerra, sulle loro finalità politiche e quindi sulla necessità di procurarsi colpevoli e confessioni a buon mercato, cioè coi mezzi qui descritti.

Daniele MINOTTI

Il Minottino
MANUALE DI SOPRAVVIVENZA GIURIDICA AD USO DEL BLOGGER
ed.Simplicissimus, <pdf> 115 p (non paginato) maggio 2008. "
Questa opera è distribuita gratuitamente da Simplicissimus Book Farm, titolare dei diritti, che d'accordo con l'Autore ne consente la libera e integrale riproducibilità e distribuzione, purché nella sua interezza e senza scopo di lucro. Importante bibliografiae giuridica.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto
e ogni altro mezzo di diffusione. »
Art. 21, comma 1, Costituzione della Repubblica italiana

Nel momento in cui si diventa blogger (o si pensa di esserlo diventato) e lo si fa con un minimo di consapevolezza non soltanto per seguire la moda, è realmente impossibile non assumere una prospettiva guidata da una spiccata sensibilità per le libertà
individuali, in particolare quella di espressione del pensiero.
È pur vero che, su molti, la blogosfera esercita un fascino forse eccessivo che, in alcuni casi, sfocia nella piena anarchia, ma corrisponde a verità anche il fatto che proprio per l'accessibilità del mezzo le libertà, non soltanto digitali, sono miracolosamente amplificate e moltiplicate.

Le roman de nos origines.it
<pdf> 200K, pag. 17, frammento di un articolo della rivista "La Banquise" -- da questa parte de l'ultrasinistra francese chi ha avuto paura del revisionismo storico. Anni Ottanta. Il collettivo redazionale era composto da Gilles Dauvé (alias Jean Barrot), Serge Quadruppani e Jean-Pierre Carasso.

« L'ultrasinistra nasce e si sviluppa in opposizione alla socialdemocrazia e al leninismo (che evolverà poi nello stalinismo). Contro queste correnti, essa intende far valere la spontaneità rivoluzionaria del proletariato: per l'ultrasinistra, e per i suoi eredi, la sola soluzione «umana» risiede nell'attività dei proletari. »

Harry Elmer BARNES

Il revisionismo in America nella prima metà dell'900

Il revisionismo e la promozione della pace
articolo di 1958, tradotto di Andrea Carancini
<pdf> pag. 29, tratto dal suo blog. 350K

« A meno che, e fino a quando, non riusciremo a superare il blackout storico, ora sostenuto anche dalla politica ufficiale, e a permettere ai popoli della terra di conoscere i fatti concernenti le relazioni internazionali durante l'ultimo quarto di secolo, non ci può essere una vera speranza di pace, di sicurezza e di prosperità che i progressi della scienza e della tecnologia rendono possibili. Il benessere del genere umano, se non della sua stessa sopravvivenza, dipende letteralmente dal trionfo del revisionismo. »

Daniele Cocomazzi

Les dichiarazioni di Williamson al vaglio della storia
<pdf> Lineatempo 9/2009, pag. 2

Costantino Pistilli : un maldicente e anche un cretino


Primo Levi : Se questo è un uomo; La Tregua
Archivio di revisionismo storico
<pdf> pag. 9, 2009

Sotto inchiesta per il sito web negazionista

Nei guai un 61enne carrarese : diffondeva via internet le teorie revisioniste

Julio MEINVIELLE

Influsso dello gnosticismo ebraico in ambiante cristiano

pag. 277, edizione integrata a cura di Ennio Innocenti (fuori commerzio), 1995 (prima ed.: 1988)

Tutte le illuzioni filoebraiche che nutriscono i cattolici....

Francesco FATICA

James Bacque un olocausto politicamente scorretto

Estratto da Rinascità, 12 febbraio 2008, pag. 7, <pdf> 250K

Il libro non ha trovato la meritata accoglienza in una casa editrice italiana per i veti sotterranei di una Casta, vassalla, più realista del re; Crimes and Mercies è considerato politicamente scorretto perché rivela il sinistro destino postbellico di 60 milioni di civili tedeschi, di cui più di 9 milioni morirono di fame e di stenti, privati come furono del lavoro, di una casa e pure del cibo.


Deborah BOERMAN

Il passagio dall'antisemtismo al negazionismo islamico

Lineatempo, 9, 2009, pag. 6, <pdf> 400K Il punto di vista sionista ufficiale.

Durante la seconda guerra mondiale, in molte parti del mondo arabo si manifestarono simpatie per il nazismo, non tanto come adesione alle dottrine hitleriane, quanto come ostilità contro gli inglesi. Il leader del movimento arabo palestinese -- gran muftì di Gerusalemme Hajj Amin al Husayni -- si schierò apertamente a fianco di Hitler con il duplice obiettivo di interrompere l'insediamento ebraico in Palestina e di realizzare, a fianco della Germania ma grazie ad una guerra santa dell'Islam, la "Soluzione finale" del problema ebraico in tutto il mondo. La storia del Muftì Husayni aiuta ad inquadrare la genesi dell'antisemitismo musulmano.

Anna FOA

L'antisemitismo unico movente dei negazionisti

Osservatore romano, 27 Gennaio 2009, 1p. <pdf>

Il sopratitolo era: Quand la menzogna si copre del velo della storia. Pero, la Foa accumula le sue menzogne con invenzione delirante. Un caso per il manicomio (o per il sionismo, è uguale).

 

UNA DITTATURA

Gazetta ufficiale dell'Unione europea

DECISIONE QUADRO 2008/913/GAI DEL CONSIGLIO
del 28 novembre 2008 sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale

Edoardo LONGO

La giustizia negata
Antizog website, 2007, pag. 41, <pdf> 400K

Questo è il quarto e-book che pubblico sul mio blog ( http://www.antizog.splinder.com ) sul "caso
Holy war".
Il caso "holy war against ZOG".
Sul mio blog potrai trovare pubblicati anche i tre precedenti ebooks su questo processo :
1. "il caso Holy War", che espone i problemi che questo processo pone alla libertà di opinione,
2. "la Legge terrorista" : la Legge Terrorista è la legge Mancino che inibisce ogni legittima critica nei confronti dell' establishment del Pensiero Unico Mondiale. Il testo è la trascrizione integrale della mia eccezione di anticostituzionalità di tale legge, svolta al primo grado del processo, nell'estate 2004 al tribunale di Pisa-Pontedera,
3. "la perizia negata" : è il testo integrale della perizia revisionista elaborata per tale processo dal prof. Gian Pio Mattogno, storico revisionista di chiara fama.

 


Tova Reich

Il mio Olocausto, Einaudi, 2008. Tradotto di Costanza Prinetti. pag. 285. ¤ 16,50

Una satira cinica, allegra e scandalosa contro lo sfruttamento dell'Olocausto

«IL MIO OLOCAUSTO» E LA MERCIFICAZIONE

DELLA SHOAH

di Carlo Mazza Galanti

4a de coppertina:

Maurice e Norman Messer, padre e figlio e soci in affari, riconoscono un buon prodotto quando ne vedono uno. Questa volta il prodotto in questione è l'Olocausto: e Maurice, un sopravvissuto ai campi con una storia personale confezionata ad hoc, e Norman, una vittima «per delega» in qualità di membro della cosiddetta seconda generazione, decidono entusiasticamente di imporlo sul mercato. Intravisto il profitto dello Shoah business i Messer usano l'eredità dei 6 milioni di morti per indurre il senso di colpa e spillare denaro. Per convincere gli eventuali mecenati organizzano cosí dei tour in un Auschwitz mercificato dato in pasto a comitive di ragazzini che si rincorrono tra le macerie dei crematori e buddhisti che sbarcano il lunario dando consulenze sui chakra.
Una satira cinica, allegra e scandalosa contro lo sfruttamento dell'Olocausto, e il gran circo del vittimismo autoconsolatorio attorno alla memoria di una grande tragedia.

Elogio anticipato a

Il mio Olocausto di Tova Reich
di
Cynthia Ozick

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Tova Reich

Il mio Olocausto

Parte prima

Le principessa dell'Olocausto

TUTTO SU LA BATTAGLIA DI TERAMO (2007)

http://www.mastermatteimedioriente.it/


Auschwitz

ovvero il Grando Alibi
L'autore era un ebreo francese exponente dello gruppo "Programme communiste". Il suo nome era Axelrod. Pubblicato in Programme communiste, No 11, 1960.

 

 

Ditlieb FELDERER, raccolta d'articoli. Vedi l'archivio FELDERER.

Il Foglio (20 Novembre) Non servono le manette per difendere la verità storica
Canfora e Galli della Loggia contro l'arresto di Irving. I giudici non facciano i supplenti anche dell'accademia.

Andrea CARANCINI, La repressione legale del revisionismo olocaustico in Europa
<pdf> pag. 4. 150K

Dal 19 Aprile 2007 il "negazionismo" della Shoah è, almeno in teoria, reato penale in tutti i 27 paesi dell'Unione Europea. Questo in teoria. Di fatto l'accordo siglato l'anno scorso dai 27 ministri europei della giustizia lascia ampia discrezionalità ai singoli stati. Infatti il testo approvato lascia agli stati membri dell'UE la possibilità di "scegliere di punire solo le condotte esercitate in modo da rischiare di turbare l'ordine pubblico, oppure ingiuriose, insultanti o minacciose".

ERESIARCA, «La storia siamo noi» o «la storia la fanno loro»?

ANONIMO, Sterminio con gas


Stefano FABEI - Intervista di G. Canzano

21 dic. 2008. html, pag. 6

La storia, invece, è stata concepita spesso in passato - e purtroppo continua in molti casi ad esserlo - come uno strumento di lotta politica. Questo era forse comprensibile nei regimi totalitari, il cui obiettivo era controllare il presente anche attraverso una parziale interpretazione del passato; in una democrazia liberale ciò è oggi inammissibile. Non dovrebbero esistere tabù storiografici. Senza libertà di giudizio non è possibile la ricerca storica intesa come conoscenza dei fatti e del loro effettivo svolgimento, indipendentemente dalle pur legittime posizioni politico-ideologiche di ciascuno. Insomma, per dirla con Furet o Sergio Romano, la storia è sempre revisionista e ogni volta che si scopre un fatto nuovo, o se ne rilegge uno vecchio, secondo una prospettiva e con un'ottica diversa si fa un'opera di revisione.

Tra molti altri, è l'autore d'un libro molto importante :
Una vita per la Palestina -- Storia di Hâjj Amîn al-Hussaynî, Gran Mufti di Gerusalmeme, Mursia, 2003

 

Robert FAURISSON, Lettera a Horst Mahler, 2003.

Robert FAURISSON, Il metodo revisionista applicato alla storia della terza guerra mondiale, 2003.

---------------------, Intervista a Faurisson (Teramo, 18 mars 2007) Testo italiano

Jürgen GRAF, Cosa accadde agli ebrei che vennero deportati ad Auschwitz ma che non furono li registrati ? Conferenza del 2000

Jürgen GRAF, Testimonianze oculari delle gassazioni omicidie nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale Conferenza del 2000

Michael HOFFMAN, Il ventesimo anniversario del grande processo dell'Olocausto (2005)

Ditlieb FELDERER, Gli Arabi sotto l'attacco dei sionisti e dei cristiano-sionisti (1979)

Ditlieb FELDERER, La segretezza della piscina di Auschwitz portata alla luce (1979)

Tre articoli su di Chomsky (Jean Bricmont, Alessandro Ursitch, Pierre Vidal-Naquet)

Alberto FIGLIUZZI, Il "negazionismo" della libertà.
Il vero, pericoloso, "negazionismo" è quello che, prono alla omologazione politica imperante, vieta la fisiologica revisione storica, attentando alla libertà di pensiero e di espressione. Rinascità, 22 maggio 2007, <pdf> pag. 1, 300K

Pierre LANNERET, Gli Internazionalisti del 'terzo campo' in Francia nel
periodo della seconda guerra mondiale
AAARGH REPRINTS, 19 pag.

Claudio MAGRIS, Il gusto dei massacri gonfiati
Dalle antiche persecuzioni dei cristiani ai genocidi del '900 : quelli che ingigantiscono le cifre per sostenere le proprie idee
Corriere della sera, 24 agosto 2008; <pdf> pag. 2.

Jörg LUTHER, L'antinegazionismo nell'esperienza giuridica tedesca e comparata
Intervenzione : Storia, Verità, Diritto,(sissco) Roma, aprile 2008
<pdf>, pag. 28, 300K.

"Negazionismo" è un neologismo, di origine forse francese e di diffusione sicuramente internazionale, per un fenomeno culturale, politico e giuridico non nuovo. Si manifesta in comportamenti e discorsi che hanno in comune la negazione, almeno parziale, della verità di fatti storici percepiti dai più come fatti di massima ingiustizia e pertanto oggetto di processi di elaborazione scientifica1 e/o giudiziaria di responsabilità. Mentre i dibattiti politici e culturali aperti all'opinione pubblica stentano a separare il negazionismo dal revisionismo, storici e giuristi cercano di circoscrivere il problema designato dal termine da un lato al campo dei fatti della storia contemporanea, dall'altro lato a fatti qualificabili come reati internazionali di genocidio e reati contro l'umanità.
Partendo dall'esperienza concreta dell'olocausto e dalla "Convenzione Internazionale sulla prevenzione e punizione del crimine di genocidio del 1948", l'antinegazionismo è, di conseguenza, l'insieme delle idee e delle pratiche che negano ogni giustificazione morale del negazionismo e combattono quanto meno la negazione di un genocidi. L'antinegazionismo giuridico pretende di armare la repressione penale ed un'azione politica ed amministrativa efficace di prevenzione.
Dal punto di vista del diritto costituzionale, negazionismo ed antinegazionismo pongono non pochi problemi. Occorre valutare il loro impatto sulle garanzie costituzionali della dignità umana, della
libertà di coscienza e di espressione, ma anche sulle altre libertà culturali, in particolare sull'autonomia culturale della ricerca scientifica e sui diritti culturali delle persone e delle generazioni passate e future.


MANNO Mauro

G. Canzano intervista Mauro Manno sul sionismo
< pdf > 10 p., 130K, 6 Gennaio 2009.

Il venerdi 13 febbraio 2009 é scomparso il nostro amico Mauro Manno.

Io ho parlato di corresponsabi lità dei sionist i con i nazisti. Sono stati i nazisti a portare la morte mentre i sionisti hanno collaborato a vari livelli con i carnefici. Durante il II conflitto mondiale, i sionisti, in alcuni casi, sono giunti ad uccidere direttamente, il più delle volte, hanno denunciato altri ebrei, hanno spesso gestito i campi di concentramento, hanno convinto gli assimilazionisti a starsene buoni, a non ribellarsi, il tutto in cambio del la salvezza dei loro seguaci sionisti, dei loro familiari e degli amici.

 

Carlo MATTOGNO, "Come gli storici delegano alla giustizia il compito di far tacere i revisionisti

La Shoah secondo Federico Lombardi
<pdf> 2 pag., risposta allo portavoce della Santa Sede

Non esiste infatti alcuna prova documentaria dell'esistenza di camere a gas omicide nei campi di concentramento nazionalsocialisti, mentre è documentariamente provato che tutte le vere camere a gas ad acido cianidrico (Zyklon B) che vi si trovavano servivano esclusivamente a scopo di disinfestazione. Chi afferma il contrario, o non conosce la storia, o è un mentitore.

Karl MARX : Sulla questione ebraica

MOFFA Claudio


La "Giustizia internazionale" post-bipolare : uno strumento nelle mani di Israele
e dei suoi alleati negli USA e in Europa

<pdf> pag. 10, 2009. Dal sito <claudiomoffa.it> 200K

Gheddafi ha ragione, la Corte Penale Internazionale è un'organizzazione terrorista a fini di dominio planetario. Del resto in tempi recenti, chi scrive aveva denunciato la assoluta parzialità della CPI in un paio di convegni internazionali. Dominio di chi? Non so cosa pensino i leaders della nuova "internazionale" che si va affermando giorno dopo giorno sulle rovine del vecchio campo socialista, e che solo la iperlaica sinistra marxleninista occidentale sembra - a forza di distinguo scolastici - rifiutarsi di vedere, ma il sottoscritto, da semplice osservatore di fatti internazionali, un'idea se l'è fatta da anni: primo, contrariamente alle belle speranze di tanti giuristi internazionalisti, e nonostante la non presenza di Israele e Stati Uniti fra i sottoscrittori del Tribunale fattivamente fondato nel 2002, sono proprio questi due paesi, o per meglio dire il primo di questi due paesi, se non a indirizzare i magistrati che ne fanno parte, quanto meno a giovarsi dal loro operato fazioso.

 

Claudio MUTTI, Il Gotteskampf di Johann von Leers
AAARGH Reprints, <pdf> 18 p. 250 K, Centro di Studi La Runa, 2000

Johann van Leers, (1902-1965) docente tedesco, nazista, linguista, sociologo ha avuto una vita anche dopo la guerra. Ha scritto in Der Weg, il gionale dei tedeschi in esilio, publicato in Argentina. Poi si transferisci al Cairo, sotto Nasser come capo della propaganda antisionista ! Fa parte degli antenati del revisionismo dell'Olocausto. Claudio Mutti, con la sua grande erudizione, descrive qualque tappe della sur vita.

« Contemporaneamente collabora ai "Nationalsozialistische Monatshefte", il più importante mensile della NSDAP. Qui pubblica, nel 1933, un articolo sulla questione ebraica, in cui sostiene il progetto di un trasferimento degli ebrei in un territorio lontano dall'Europa. Ne riportiamo un brano significativo, che dimostra fra l'altro quale sia il grado di attendibilità di quanti hanno attribuito a von Leers la proposta di "sopprimere gli ebrei" . Scriveva dunque von Leers: "Per quanto cattive siano le esperienze che un movimento politico ed un popolo hanno fatte con gli ebrei, nondimeno sarebbe contrario alla coscienza storica nordico-germanica limitarsi semplicemente alla soluzione negativa di un'ulteriore difesa nei confronti delle masse giudaiche; la totalità del nostro volere storico, invece, richiede imperiosamente una soluzione grande, che con la grandiosità della sua concezione possa anche disarmare il nemico. (...) Solo un barbaro, solo una persona estranea all'ultimo grande ordinamento divino della storia universale potrebbe suggerire una lotta generale di annientamento contro gli ebrei, per lo sterminio di questo popolo. (...) È tipico delle razze grandi non optare per soluzioni dettate dall'odio, quando è ancora pensabile una soluzione del problema in forma ragionevole. L'unica soluzione positiva possibile, che porrebbe davvero un termine al problema ebraico in Europa (...) consiste nel mettere a disposizione un territorio extraeuropeo abbastanza esteso per essere colonizzato" ».

PACIELLO Giancarlo

L'irresistibile discesa di Benny Morris
Un "nuovo" storico diventato vecchio, anzi razzista

< pdf > pag. 19, estrato di "Communismo e Communità", 2008, ill. 1,4M

E questi eventi spingono gli Stati Uniti a chiedere di sospendere il piano di spartizione e di sottomettere la Palestina alla tutela provvisoria dell'ONU. La risposta sionista è immediata e violenta. L'Hagana, l'esercito clandestino ebraico, rifornita di armi soprattutto dalla Cecoslovacchia, assume l'offensiva. È questa la prima vera guerra del 1948. In questa seconda fase dello scontro, (dal 4 aprile al 14 maggio), la strategia sionista muta radicalmente. Viene messo in atto il piano Dalet che si basa su due ipotesi del tutto diverse da quelle della strategia precedente. Si fonda infatti sull'assenza delle forze britanniche e sulla presenza di forze regolari arabe. È un piano di conquista, che sarà attuato rapidamente. Esso rappresenta perciò una risposta sul terreno per rendere irreversibile la spartizione.

 

Valentina PISANTY Quali strategie contro il negazionismo? Gennaio 2007


Domenico SAVINO,
Omicidi rituali e ostie fritte (il miracolo di Trani)
<pdf> 6 p. estrato di effedieffe. 100K

L'accusa del sangue, l'accusa cioè di uccidere dei cristiani per prelevarne il sangue a scopi rituali, rivolta in passato agli ebrei e oggetto del recente volume di Ariel Toaff «Pasque di sangue - Ebrei d'Europa e omicidi rituali» (edito da Il Mulino), che tante polemiche sta scatenando in questi giorni, perché avvalorerebbe la veridicità di questa pratica, si accompagnò spesso nel corso del Medioevo ad un'altra accusa rivolta agli ebrei: quella di trafiggere e profanare ostie consacrate.

SPOTTI Gian Franco

Le alleati trattarono i prigionieri di guerra tedeschi

Serge THION

Breve storia del revisionismo
Versione italiana, tradotta da Cesare Saletta dell'intervento alla conferenza di Teheran
<pdf> pag. 25, 220K

Il termine "revisionismo" così come lo intendiamo oggi, cioè relativamente a ciò che si è davvero prodotto nei campi di concentramento nazisti, proviene dalla Prima Guerra mondiale e a quel tempo non aveva assolutamente il senso attuale. Designava coloro che ritenevano che il Trattato di Versailles fosse profondamente cattivo e ingiusto e che esso avrebbe dato luogo a catastrofi di ogni sorta.

Prefazione
ad una raccolta di articoli di Israël Adam Shamir tradotti in italiano da Mauro Manno, Per il sangue che avete sparso, pag. 117, edizioni all'insegna del Veltro, collana "La Sfinge", Parma, febbraio 2009. Testo in francese e in italiano. <pdf> 100K

Forse Shamir è in attesa della sua ora. Secondo me egli dovrebbe essere collocato in quel genere variegato che viene chiamato "post-sionismo", ossia nella corrente alquanto eterogenea di quegli israeliani i quali hanno capito che Israele non potrà conservarsi tale e quale in un Vicino Oriente sconvolto dal suo espansionismo e dal suo razzismo. Costoro
(come Uri Avnery negli anni '60) preconizzano l'abbandono del sionismo e dei suoi scopi militari, insieme con la graduale trasformazione degl'israeliani in una tribù fra le tante del Vicino Oriente, e ciò per assicurarne la sopravvivenza, con l'idea, nascosta ma percettibile, che gli ebrei, più abili e più attivi nel dominio finanziario ed economico, troveranno presto una posizione di dominio nel Vicino Oriente nonché un'espansione della loro influenza,
inimmaginabile nell'attuale momento storico, contrassegnato da guerre sempre più inutili e in perdita. Un giorno ho chiesto a Shamir se egli si collocasse tra i "post-sionisti" e lui mi ha risposto: "No; d'altronde questo gruppo non esiste più, si è dissolto". Come gruppo, forse; ma come necessaria riflessione politica, certamente no.

Don Curzio NITOGLIA Il sionismo : un magnifico sogno o un terribile scacco ?

Sergio I. MINERBI, Neo-Anti-Semitism in Today's Italy (inglese)

Stanley HORNBECK, Recensione : La Cultura della Critica, del Prof. Kevin MacDonald.

Robert COUNTESS, La Kolonna di Kula ­ L'esattezza all'opera


Paul Rassinier

L'operazione «Vicario»

Il ruolo di Pio XII davanti alla storia

[ 1 ] [ 2 ] [ 3 ]

Un libro scritto in 1965, pero rimane attuale

Paul RASSINIER

L'operazione « Vicario »
Il ruolo di Pio XII davanti alla storia
a cura di Andrea Carancini
<pdf> 98 p. 1 M. Totalemente inedito in italiano.

La lobby ebraica ha sempre tentato di gettare fango sulla figura dell'ultimo vero papa: Pio XII. Il libro che vi presentiamo fa giustizia di tutte le infami menzogne inventate dalla mafia culturale giudaica, contro un uomo che ottenne perfino la conversione del rabbino capo di Roma, Eugenio
Zolli, e questo a guerra finita...

LE RAGIONI DEL REVISIONISMO STORICO
CONTRO LA MENZOGNA OLOCAUSTICA

Holywar, 50 p. <pdf>

LE CAMERE A GAS
Per quello che concerne le camere a gas, cominceremo il nostro discorso esaminando il tipo di gas. Si tratta dello Zyklon-B, a base di acido cianidrico. L'acido cianidrico è stato utilizzato già da prima della Prima Guerra Mondiale per combattere topi e insetti dannosi. E' quindi utilizzato abitualmente per impedire la diffusione di epidemie di tifo e peste su battelli ed edifici. E' classificato, secondo le normative CEE, come sostanza tossica e infiammabile. L'inalazione di forti quantità è letale in brevissimo tempo. Se viene inalato in piccole quantità causa mal di testa, vertigini, nausea e vomito.


Serge Thion
Il terrorismo sionista, nato dal ventre già fecondo...

Introduzione a SUL TERRORISMO ISRAELIANO
Graphos, Genova, 2004

Recensione di Enrico Galoppini


Ecco una rivista divenuta annuale dedicata al revisionismo delle guerre mondiali, delle odierne guerre coloniali in Afghanistan, in Iraq e in Palestina, ed anche delle guerre future preparate dai pazzi della Casa Bianca
Analisi, informazioni, commenti, documenti

IL RESTO DEL SICLO

N°27-- 2008
La pagina del Resto del siclo


Abbiamo libri in italiano (basta un clic) :

 

AGNOLI Carlo Alberto

La massoneria alla conquista della Chiesa
Roma, 1996, EILES, <pdf>, pag. 32 , 17M

In queste pagine non ci proponiamo di provare la veridicità, nome per nome, della famosa lista de prelati massoni pubblicata il 12 settembre 1978 dal giornalista Mino Pecorelli in seguito a molteplici altre liste che erano già trapelate sulla stampa. Infatti come escludere che Pecorelli, che era un piduista, o comunque vicinissimo a Licio Gelli, venerabile della più famosa e famigerata loggia massonica italiana, possa avere inserito dei nomi per confondere le acque o dannegiare quelche avversario ?

 

A cura di d'AMICO Giovanna

Razzismo, antisemitismo, negazionismo
<pdf> 80 pag. 2004, 500 K

UNA TEORIA COSPIRAZIONISTA DELLA STORIA:- I «PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION» di Francesco Cassata
MECCANISMI GENERATIVI E MODELLI APPLICATIVI DEL RAZZISMO di Dario Padovan
NEGAZIONISMO, ANTISEMITISMO, RIMOZIONISMO di Francesco Germinario.

Totalmente corretto... Nel suo saggio Francesco Germinario sottolinea come l'antisemitismo cospirazionista sia tuttora un'arma dei negazionisti che individuano nella Shoah, abbastanza paradossalmente, una «manovra » degli ebrei, una «invenzione» finalizzata alla costruzione dello Stato di Israele. La negazione della Shoah passa attraverso un «rimozionismo» che nell'antisemitismo ha la sua principale ragion d'essere. Le tesi negazioniste, che non sono state prese in alcun modo in considerazione dagli studiosi, se non per essere criticate, non sono diventate nemmeno argomento per i neofascisti che, utilizzando la Germania nazista come pietra di paragone, hanno ritenuto di non doversi occupare in alcun modo dello sterminio. In altre parole, lo sterminio sarebbe un problema dei tedeschi, non degli italiani. L'assunzione dell'«Italiano brava gente» è stata però più traversale, ha attraversato anche la nostra storiografia che solo di recente ­ come ricorda Germinario ­ ha preso ad analizzare il nesso fascismo-antisemitismo.

 

BARDÈCHE Maurice

Norimberga ossia la Terra Promessa

È stato un uomo politico francese, lo studioso Maurice Bardèche, scomparso tre anni fa, ad aprire una breccia nel muro della menzogna, poco dopo la seconda guerra mondiale, con un libro fiammeggiante d'indignazione e di avvertimenti: "Norimberga o la Terra Promessa", per il quale fu pesantemente condannato dalla giustizia. Un'opera che, a differenza di molte, non subisce l'oltraggio del tempo e che, anzi, il volgere degli anni rende sempre più fresca e vitale.


BELLUCCI Dagoberto

GLI ASSASSINI DELLA VERITÀ - REVISIONISMO, OLOCAUSTO E QUESTIONE EBRAICA
<pdf> pag. 58, inedito, 600K.

Di un'esponente dell'estrema destra : "questa presunta 'ondata' di razzismo e xenofobia (che avrebbe praticamente portato alle misure repressive contro le diverse organizzazioni della destra neo-fascista e al varo della legge liberticida che risponde al nome di 'Legge Mancino' dall'allora ministro degli Interni democristiano o 122 bis secondo la legislazione vigente) diede fiato alle trombe dell'anti- 'anti-semitismo' che influenti ambienti della comunità ebraica italiana erano pronti a soffiare per riaffermare quella sorta di 'lex judaica' che, da allora in poi, si sarebbe affermata quale base del nuovo diritto repubblicano."

BERNARDINI Aldo,

Ego te baptizo carpam: Realtà e mistificazione giuridica nella perdurante guerra di aggressione all'Iraq
<pdf> 51 p.200 K

"A fronte di ciò che è stato compiuto contro lo Stato e il popolo irakeni, qualunque azione di resistenza e di contrapposizione, per quanto dura, 'barbarica', disumana possa apparire in sé, va a carico primario, quando non esclusivo, di chi ha scatenato l'inenarrabile crimine. Ogni diversione da questa valutazione fondamentale è appunto solo sviamento, deviazione, mistificazione. L'asimmetria delle forze in campo, lo scatenamento di una tecnologia mostruosa e di straripanti mezzi di corruzione contro uno Stato e un popolo sovrani dà fondamento a un diritto di difesa 'con ogni mezzo disponibile', illumina di inevitabile necessità l'ergersi anche della nuda vita dei resistenti contro gli aggressori e ogni loro complice e collaboratore."


CÉLINE
Louis-Ferdinand

Bagattelle per un massacro
<pdf> Caserta, Aurora, 182 p., 1,1 M.

Traduzione anonima. Edizioni Aurora, via Colombo 55, Caserta. Stampa della Saipem, Cassino-Roma. Nota introduttiva di Francesco Leonetti.

La casa editrice Guanda pubblica nel 1981 una traduzione nuova di Giancarlo Pontiggia. Il 2 Gennaio 1982, il tribunale di Milano ne ordina il sequestro, formalmente motivato dal parere contrario degli eredi (la vedova), mentre secondo l'editore si tratterebbe di un provvedimento di censura politica.

 

La scuola dei cadaveri
<pdf> pag. 179, 1,1 M. 1997, Edizioni Soleil, Traduzione di Gianpaolo Rizzo

Ho tradotto l'incipit di questo pamphlet antisemita (L'école des cadavres) perché aveva la forma di un racconto e non aveva nulla di antisemita a parte un cognome che del resto ho censurato. Ho tradotto qualcosa che somigliava, che poteva essere letteratura: ero giovane, avevo voglia di tradurre Céline, mi ero in un certo senso innamorato di questo petit poème en prose (come l'ho chiamato).
E poi, immediatamente, mi sono detto che non era il caso che nessuno leggesse questo testo, neppure come frammento inidentificabile: c'era ancora troppo odio disposto a prendere la forma di un atteggiamento razzista (se non letteralmente antisemita). Per questo è rimasto chiuso nove anni in un cassetto della mia scrivania. Clemente Piovani.

CERNIGOI Claudia

Foibe tra storia e mito
Appunti sullla questione delle "foibe"
<pdf> 17 p., 250K

L'autrice (che è giornalista pubblicista dal 1981, ha collaborato alle prime radio libere triestine ed oggi dirige il periodico La nuova alabarda) ha deciso di indagare sulle "foibe" per dare una mano a mettere la parola fine alle speculazioni politiche su questo argomento.

Si delinea la manovra propagandistica che ha portato a creare la "mitologia della foiba": dai libelli nazisti sulle foibe istriane apparsi gi à alla fine del '43, ai documenti creati dai servizi segreti della X Mas e diffusi durante la guerra, ai testi mistificanti di Bartoli, Papo, Pirina, fino alla recente inchiesta sulle foibe istriane condotta dal P.M. romano Pititto.


CHOMSKY, FAURISSON, THION, Il caso Faurisson e il revisionismo olocaustico

A cura di Cesare Saletta, publicato dalla Graphos, Genova, 1997, 97 pag. Compendio di testi scelti, tradotti dal francese da Marco Serra. (PDF - 600 K) Con un testo della VHO e, "invece di una prefazione", Non morite idioti ! del segretariato internazionale dell'AAARGH.

Buona introduzione al problema del revisionismo storico.

DADONE Ugo

Fiamme ad Oriente
Roma, CEN, 1958, pag. 432, <pdf>, ill.

Sono stato testimone nel maggio-giugno del 1948 dell'esodo di migliaia di uomini, donne, bambini al passaggio del Giordano, sfuggiti alla distruzione dei loro villaggi e paesi e al massacro delle popolazioni, coperti di stracci, affamati e assetati.
Che il « Sionismo » possa avanzare diritti storici sulla Palestina è una questione molto discutibile, anche ammettendo che i « sionisti » siano « Ebrei ». [...] Non è intendimento di questo lavoro, mio e della studiosa americana Miss Virginia Carolina Reeves, che con me si è sobbarcata alla fatica di oltre sette mesi di viaggio per visitare i campi degli « espulsi » nel territorio di Gaza, nel Libano, in Siria e in Giordania, entrare nel merito di una questione di diritto presunto o meno. Abbiamo voluto avvicinare questa disgraziatissima gente e sentire dalla loro voce il racconto delle loro sofferenze passate e presenti, quali siano le loro residue speranze e constatare in qual modo si svolge l'opera di assistenza dell'O.N.U., dei governi dei Paesi che li ospitano e delle Opere di Assistenza religiose e laiche internazionali.

 

FELDERER Ditlieb

Il Diario di Anna Frank : una frode
82 p. <pdf> ill. 4,6 M

Se in un primo momento avevamo dato credito a quanto affermato nel Diario, man mano che proseguivamo nella nostra ricerca, dovevamo, invece rassegnarci all'idea che si trattasse di un falso. Alla nostra domanda: «Il Diario di Anna Frank: una frode?» va quindi data risposta affermativa. In questa prima parte del nostro studio, troverete i motivi della nostra convinzione.
Dobbiattio ammettere sinceramente che la nostra iniziale credulità non si basava su un serio esame del Diario stesso. Come la maggior parte della gente, non avevamo né il desiderio di indagare sulla vita della ragazzina, né il tempo da dedicare ad una seria analisi del suo Diario. Come la maggior parte delle persone, ritenevamo che i giudizi negativi provenissero da antisemiti, neonazisti o fascisti. Ma ci dovemmo ricredere.

GUIDA AD UNA LETTURA CRITICA DEL DIARIO DI ANNA FRANK
46 p. <pdf>

Questo studio vuole invece fornire una nuova chiave di lettura del testo, soffermandosi su «quei precisi momenti che vi vengono raccontati» e farcendo luce sulle molte ombre che su di esso si stendono. Noi, come tutti gli storici revisionisti, siamo infatti convinti della non autenticità de Il diario di Anna Frank, e cercheremo di dimostrare che esso non è stato altro che uno strumento nelle mani dei sostenitori dell'Olocausto.

FINKELSTEIN Norman G.

L'industria dell'Olocausto
(pdf - 800 K)

GRAF Jürgen

Brani tratti da: L'OLOCAUSTO ALLO SCANNER

GARAUDY Roger,

I miti fondatori della politica israeliana
(pdf - 850 K)


GIACHETTI BOICI Giulia e Prof. VIGNOLI Giulio

L'olocausto sconosciuto : lo sterminio degli Italiani di Crimea
<pdf>, Italiani nel Mondo, 2a ed., 2008, pag. 75, 1,4 M. In russo.

Dal 1830 fino alla fine del Secolo XIX un flusso migratorio italiano, composto soprattutto di Pugliesi, interessò la Crimea allora appartenente alla Russia zarista. Con l'avvento del comunismo il destino di questa comunità, alcune migliaia di persone, divenne problematico per poi precipitare verso un tragico destino. In particolare il pamphlet rievoca la drammatica vicenda, per lo più ignota e comunque sempre ignorata da chi avrebbe dovuto e dovrebbe occuparsene, di questi Italiani, di questa vera e propria minoranza nazionale della Crimea, dalle persecuzioni nel periodo
stalinista alla deportazione nel 1942 in Cazachistan, alla fame, agli stenti, alla morte di molti nelle steppe dell'Asia, per giungere fino ai nostri giorni. La pubblicazione, arricchita da importantissimi ed inediti documenti e testimonianze, vuole pubblicizzare i terribili eventi patiti dagli Italiani (uomini, donne, vecchi e bambini) e sensibilizzare l'opinione pubblica e la classe politica dell'Ucraina e dell'Italia alle difficili condizioni in cui tuttora vivono i sopravvissuti in Crimea e la diaspora negli Stati della ex Unione Sovietica. Ad essi deve essere resa giustizia.

 

HARWOOD Richard E.

Ne sono morti davvero sei milioni ?
Genova, 2000, effepi, <pdf> 68 p. 650 K

Prima publicazione : Auschwitz o della Soluzione finale. Storia di une leggenda. Le Rune, 1978.
Tradotto dalla seconda edizione britannica : Did Six Million Really Die ? 1974.
Solamente Daniele Scavino e Davide Coero Borga credono che l'autore sia americano. È inglese e scrive sotto pseudonimo.
Seconda edizione, Genova, 2000 : Ne sono morti davvero sei milioni? : breve introduzione al revisionismo olocaustico / Richard Harwood .1a. ed. italiana integrale. Genova : Effepi, 2000 (stampa 2003), 134 p. BNI 2004-10406.


LEUCHTER
Fred

Rapporto Leuchter
(pdf - 260 K)


MEDICI Dott. Paolo (1671-1738)

Riti e costumi degli Ebrei
spiegati, commentati e confutati dall'ebreo convertito

Torino, 1874, scritto verso 1736-37, sesta ed., emp. di Felice Borri, <pdf> 3,2M , 144 pag.

« Diletto, nel rappresentarvi con ogni fedeltà, gli strani riti che pratica al presente la misera Sinagoga, priva della cognizione di Dio, e da lui, in pena del Deicidio, abbandonata e riprovata. Tanto più volentieri ho stabilito di intraprendere una somigliante fatica, quanto che Leone da Modena, rabbino ebreo in Venezia, alcuni anni sono ha dato alla luce un librettino inti tolandolo: Riti degli ebrei, nel quale tace maliziosamente buona parte delle cerimonie che pratica l'ebraismo, per isfuggire lo scorno e la confusione che alla nazione giudaica avvenir ne potrebbe, essendo letti da uomini di senno forniti e di ragione. Alcuni altri li narra, è vero, ma gl'inorpella, mostrando che sia cosa lodevole molto quello che in verità altro non è che mera superstizione. Caro amico lettore, vi prego a rattenere le risa che in leggendo cose così stravaganti potrebbero per avventura in voi risvegliarsi.
Eccitatevi piuttosto a pianto, considerando a qual grado di miseria ridotta sia la infelicissima Sinagoga. »

Un libro che conobbe in Europa una fortuna straordinaria: I riti e costumi degli Ebrei confutati, di Paolo Sebastiano Medici. Paolo Sebastiano Medici (il suo nome da Ebreo era Mosé), era nato a Livorno il 23 del mese di Av del 5431, corrispondente al 30 luglio 1671, da Alessandro "Leone" di Ancona sposato con una certa Rosa (o Rossa). Fu battezzato nel giugno del 1688, alla vigilia del suo diciassettesimo compleanno nella Collegiata di Livorno. Fu predicatore itinerante nel Granducato di Toscana, e in alcune
circostanze anche negli Stati della Chiesa, attivo nei luoghi dove si trovavano comunità ebraiche. Dal 1692 insegnò l'ebraico nello Studio fiorentino e dal 1718 fu professore di Sacra Scrittura. Autore di numerosi libri, sia di lingua ebraica che di esegesi biblica, si segnalò per la particolare veemenza e asprezza delle sue prediche, per lo più a Livorno, Pisa e Firenze, dove fissò la sua residenza. Secondo un odioso costume, gli Ebrei erano costretti ad assistere il sabato a prediche mirate alla loro 'salvezza' spirituale. Le
comunità ebraiche protestarono contro la violenza 'fondamentalista' del predicatore, sia a Borgo San Sepolcro che a Roma.

 

MATTOGNO Carlo

Olocausto: Dilettanti allo sbaraglio
(pdf - 237 p.)

Il mito dello sterminio ebraico. Introduzione storico-bibliografica alla storiografia revisionista (pdf - 74 p.)

Ritorno dalla luna di miele ad Auschwitz
Risposta ai veri dilettante e ai finti specialisti dell'anti-«negazionismo»
<pdf> 1M , pag. 103. Genova, effepi. versione aprile 2007.

Nel novembre 2005 Francesco Rotondi, cardiologo preso l'Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, ha publicato un libro dal titolo Luna di miele ad Auschwitz. Riflessioni sul negazionismo della Shoah... Nell'analisi di questo libro, oltre che su cio che riguarda me, mi soffermero soltanto sui punti generali, dando pero voce a Germar Rudolf, il quale, essendo attualment ospite delle galere tedesche per il delitto di leso Olocausto, si trova nell'impossibilità di replicare

L'«irritante questione» delle camere a gas ovvero da Capuccetto rosso ad...Auschwitz -- Risposta a Valentina Pisanty
<pdf> 1,2 M pag. 127 Edizione riveduta, corretta e aggiornata (e dunque inedita)

La distruzione totale della poveretta !

Auschwitz : la falsa "convergenza di prove" di Robert Jan van Pelt (Il libro è in attesa)
<pdf> pag. 338, 4,7 M. Inedito. giuglio 2007.

« La verità sulle camere a gas? »
Considerazioni storiche sulla «testimonianza unica» di Shlomo Venezia

<pdf> pag. 46, 2007, 1,1 M

In conclusione, riprendendo l'analisi di V. Pisanty, si può dire che la testimonianza di Venezia è il frutto della confusione tra ciò che il testimone ha visto con i propri occhi, ciò di cui ha sentito parlare durante l'internamento e ciò che alla sua memoria degli eventi vissuti si è aggiunto successivamente dalla lettura di altre opere sull'argomento, col risultato che l'immediatezza del ricordo è scomparsa di fronte ad una visione più coerente e completa del presunto processo di sterminio, cioè si è trasformata in un romanzo storico.

Genesi e funzioni del campo di Birkenau
<pdf> 31 p. maggio 2008, inedito, 400K

Ricapitolando, il campo di Birkenau nacque nell'ottobre 1941 come Kriegsgefangenenlager [camp de prisonniers de guerre] in funzione del "Generalplan Ost". Dal settembre 1942 divenne centro di cernita e di raccolta di manodopera ebraica per le industrie tedesche già esistenti o progettate nel territorio di Auschwitz e nello stesso tempo campo di transito per gli Ebrei inabili al lavoro deportati nel quadro della Ostwanderung. A partire dal maggio 1943 accentuò questa funzione grazie a un vasto programma di «misure speciali per il miglioramento delle installazioni igieniche» e al progetto di un enorme campo ospedale per la corservazione e la cura degli Ebrei
impiegati nel lavoro. Nel maggio 1944 Birkenau divenne inoltre un «campo di transito» per lo
smistamento della manodopera ebraica in altri campi di concentramento. In questa nuova prospettiva storica, il presunto sterminio ebraico non trova più spazio
.

I "nuovi" documenti su Auschwitz di Bild.de
Una bufala gigantesca

<pdf> 9 p., 12 nov. 2008, 400K

In questa gigantesca bufala chi fa la figura più grama sono Hans-Dieter Kreikamp e Ralf Georg Reuth. Si stenta a credere che uno storico e un «direttore archivista dell'Archivio Federale di Berlino» abbiano stenta a credere che uno storico e un «direttore archivista dell'Archivio Federale di Berlino» abbiano dato prova di un'ignoranza storica così grottesca. E se questi sono gli storici e gli archivisti tedeschi, i DILETTANTI ALLO SBARAGLIO italiani sono in ottima compagnia.


MOFFA Claudio

11 Settembre -- Palestina Radice della Guerra
La co-regia israeliana dell'aggressione Usa all'Afghanistan
2002, 41 p. <pdf> 150 K

In questo contri buto al dibattito sulla guerra in cors o sono contenuti molti fatti ed una loro interpretazione. Il lettore onesto e/o intelligente si atterrà ai fatti, e partendo da essi valuterà l'interpretazione. Il lettore disonesto e/o stupido salterà completamente i fatti e assumerà in chiave demonizzata l'interpretazione. CM


ORWELL George

La fattoria degli animali pdf, 56 p.

1984 <pdf> 259 p. 1 M


PINAY Maurice

Complotto contro la Chiesa
Roma, 1962, pag. 328, <pdf> 3,5M

Un libro rarissimo ! Irreperibile ! Fu dato ai padri del Concilio (Vaticano 2), dopo di ché la polizia italiana lanciò un blitz sull'officio di stampa. Il libro non figura nelle grande biblioteche et non si vende. Siamo felici di ridare une vita nuova a questo potente libro, scritto nella vana speranza di salvare la Chiesa dalla sottomissione alla dominazione ebraica.

 

PISANTY Valentina

L'irritante questione delle camere a gas -- Logica del negazionismo
<pdf> pag. 153, 1,8 M, Milano, Bompiani, 1998

Nel dettaglio, specialmente se scorporato dal significato, puoi trovare un errore. Non è necessario che quell'errore sia stato commesso al tempo delle persecuzioni. Non è necessario che sia un grande errore. L'errore piccolo infatti è facilmente isolabile. Dimostrare la falsità del dettaglio è utile per screditare l'autore, che è anche autore di tutto il resto del testo. Il testo - come abbiamo detto - è irritante. È l'insistenza del parlare ancora dello Shoah, dopo tanto tempo.
[ ] La ricerca di Valentina Pisanty mostra in modo rigoroso che la strategia del denunciare un solo errore (una data, un luogo, un ricordo) per negare tutto è lo strumento a cui si è legata l' intera costruzione negazionista.
Le mosse sono tre: l'identificare un errore. Accreditare la competenza di chi ha scoperto quell'errore. Screditare l'autore dell'errore, cancellando il resto della storia oppure suggerendo che il testimone non dà affidamento. I negazionisti mostrano di essere competenti su quell'unico punto.
Esercitano la stessa funzione, apparentemente colta, di coloro che, su certi giornali, si attribuiscono il compito apparentemente filologico, in realtà politico, di elencare gli errori altrui come mossa per screditare. Anche questa tecnica si fonda sulla formulazione disinvolta dell'accusa e sulla improbabilità di verifica del lettore.
La confutazione tecnica - scrive la Pisanty a pagina 115 del suo libro - è una delle principali strategie del negazionismo. Furio Colombo, La Repubblica, 27 febbraio 1998

Il negazionismo non si regge se non viene sostenuto da una qualche versione della teoria del complotto, VP


PREZIOSI Giovanni

Giudaismo Bolscevismo Plutocrazia Massoneria
Milano, Mondadori, 1941, <pdf> pag. 254, 2,1M

Un vero fascista. Autentico. Il direttore delle Vita italiana, vicino al potere... un politico italiano, nonché ministro, pubblicista e traduttore, noto in epoca fascista per il suo antisemitismo. ... Ebbe fama di iettatore. Per questa ragione era spesso chiamato «l'Innominabile» e questo riferimento è frequentemente ricorrente anche in storiografia. «  [...] il suo nome pronunciato in presenza di italiani, provocava immediatamente gesti di scongiuro, di paura, di difesa. Aveva fama di essere uno "iettatore" e certamente molti italiani credono che Mussolini non avrebbe fatto una fine così tragica se Preziosi non lo avesse accompagnato nel suo ultimo viaggio »

Da quando nel luglio del 1912 durante la guerra italo-turca, utilizzando la documentazione di H. S. Spencer, corrispondente di guerra del New York Herald, contribuii a far sapere agli italiani che l'Italia non si stava battendo con la Turchia, ma con i grandi banchieri ebrei di tre continenti guidati da Sir Ernest Cassel e dalla sua banca ebraico-inglese, fui additato dagli ebrei e dai loro amici come il creatore dell'antisemitismo in Italia. Non si voleva che si dicesse che tutta la campagna mondiale di diffamazione contro l'Italia era opera degli ebrei d'Inghilterra inventori delle atrocità dei soldati italiani contro i turchi. Non si voleva sapere che Luciano Wolf direttore del Graphic e del Daily Graphic aveva offerto gratuitamente a tutti i giornali del mondo i suoi articoli contro l'Italia in guerra e che i nostri denigratori nel mondo erano gli ebrei Lord Burnham (Joannes Moses Levi) col Daily Telegraph, Mr. Blumenthal col Daily Espress, Rothstein col Daily News, Alfred Mond con la Westminster Gazette, Lady Mond con la English Review, Bartlett con la Reuter Agency.
Gli italiani non amavano comprendere il vero valore di quelle rivelazioni. Lo compresero invece gli ebrei che mi additarono all'odio come creatore dell'antisemitismo italiano.

 

PONCINS Léon de

Il problema degli ebrei al concilio
<pdf> 32 p. 300 K.


PORTER
Carlos

Non colpevole o Norimberga. Le argomentazioni della difesa
(pdf - 300 K)

RAGNEDA Massimo

Il Sacrificio
Colibri Edizioni, Milano, 2004. pdf 113 p.

"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fa produrre gli avvenimenti; un gruppo un po' più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto".
(Nicholas Murray Butler membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel).
Sappiamo per certo che la terza categoria di persone siamo noi, opinione pubblica, spettatori impauriti, visto che giammai sapremo ciò che in realtà è accaduto. Ci è stato ripetutamente detto qual è quel piccolissimo numero di persone che ha prodotto l'avvenimento "11 settembre". Sono stati frettolosamente identificati come integralisti islamici, nonostante alcune delle 19 persone identificate dall'FBI come terroristi kamikaze siano tuttora in vita. Quello che non sappiamo è chi si celi dietro a quel gruppo, un po' più importante, che ha vegliato alla esecuzione ed ha assistito al compimento dell'attentato.
I piani di invasione dell'Afganistan, così come quelli dell'Iraq, erano già pronti prima dell'11 settembre. Quegli attentati hanno accelerato i tempi o hanno costituito il pretesto per scatenare l'offensiva militare? A chi hanno giovato quelle vittime? A chi serve questo stato di angoscia e paura? Chi ne ha tratto vantaggio da quel sacrificio di vittime ?


RASSINIER
Paul

La Menzogna d'Ulisse
(ZIP - 375 K)

Il Dramma degli Ebrei
Roma, Edizioni Europa, 1967, (ZIP - 220 K)

L'operazione «Vicario». Il ruolo di Pio XII davanti alla storia, 1965 [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ]



RUSTIA Giorgio

Contro Operazione Foibe
<pdf> pag. 225, Lega Nazionale (Trieste), prefazione di Marcello Lorenzini, 15M

Risposta a Claudia Cernigoi. Maggio 1945. La pulizia etnica e ideologica.

 

SALETTA Cesare

Per il revisionismo storico contro Vidal-Naquet
(pdf - 72 p)

La repressione legale del revisionismo olocaustico e l'emergere di una questione ebraica
(ZIP -60 K)

Il caso Faurisson
(ZIP - 170 K)

TOAFF Ariel

Pasque di sangue
Bologna, Il Mulino, Febbraio 2007, <pdf> 3,7 M, pag.242, 30 marzo 2007: Versione completa, con le note a fondo pagina.

Le immagini del libro 1,6 M

Raccolta di articoli della stampa italiana sul caso Toaff
pag. 87, <pdf> 800K Marzo 2007, Un. degli Studi di Teramo

 

TOMMASO DALLA SARDEGNA

ACELDAMA ossia PROCESSO CELEBRE istruito contro gli ebrei di Damasco nell'anno 1840
in seguito al doppio assassinio rituale da loro consumato nella persona del Padre TOMMASO DALLA SARDEGNA, missionario cappucino ed in quella del suo garzoncello cristiano Ebrahim Amarah all'unico scopo di avere il loro sangue
Con documenti relativi ed appendice storica
Cagliari-Sassari, Tip. G.Dessi, 1896, <pdf> pag. 150, 12,3M

« Finalmente il Processo di Damasco rivede la luce sotto gli auspici d'un degnissimo Religioso, il quale sempre sollecito nell'accorrer dove spunta l'occasione di far bene, e mal tollerando che sulla memoria del suo confratello e conterraneo P. Tommaso il tempo vada addossando il denso velo dell'oblio, non peritossi di farsi avanti col seno e con l'opera onde che all'ordine cappucino, alla Sardegna e a la sua patria nativa non venga menomata la gloria d'aver dato un illustre martire della classa speciale di quei tanti che, in odio di Cristo, furono svenati dal coltello talmudico, per ordine della Singoga, allo scopo di averne il sangue da mangiarsi e beversi dai Giudei. »

 

VALABREGA Guido

Ebrei, fascismo, sionismo
Urbino, Argalia Editore, 1974, pag. 289, <pdf> 2,4M

Guido Valabrega è un esempio raro in un panorama intellettuale segnato dalla propensione al compromesso e alla sudditanza. Altri, meglio di me, potranno ricordarne la cultura, il rigore dello studioso, il valore dello storico. Per me, amo ricordare di questo uomo schivo la grande umanità e modestia, la straordinaria disponibilità, il coraggio, il rigore inflessibile del giusto. Nato a Torino nel 1931, conobbe la persecuzione antisemita. Fu tra coloro che scelsero la via della Palestina. In Israele si formò e portò a maturazione la conoscenza profonda e umanamente attenta del Vicino Oriente e della sua tragedia. Sperimentata La vita dei kibbutzim, avvertì subito, a contatto con le contraddizioni della nascita d'lsraele, la necessità di rompere con un progetto che, mentre si concretava, tradiva quegli ideali di libertà e di rinascita umana che lo avevano infiammato.
Tornato in Italia, militante a Milano del Pci, direttore della Casa della Cultura, conobbe come molti la tempesta del 1956, ma fu tra i pochi, come Lelio Basso che da quella vicenda seppero uscire con una più calda consapevalezza critica e comunista.
Sulla fine degli anni '70, mentre il Pci assumeva orientamenti che, legittimando il sionismo, relegavano la tragedia palestinese sullo sfondo, egli costituiva il Grmoc, Gruppo di Ricerca sul Medio Oriente Contemporaneo, un'associazione che seppe mantenere Viva l'attenzione sui nodi irrisolti del Vicino Oriente. Fu Guido infatti uno dei maggiori studiosi italiani della storia di questa regione strategica, autore di contributi fondamentali, docente di Storia dei Paesi afro-asiatici presso l'Università degli Studi di Bologna. (Fabio Uncini)

 

"VERMIJON"

Le forze occulte che manovrano il mondo
74 p. < pdf > 450 K

Dicono che siamo antisemiti. Non lo siamo. Purtroppo, che dicono i veri antisemiti ?
Vedi un classico del genere, un vero libro antisemita. L'autore è rimasto anonimo. Tutte le storie classiche, i fantasmi, le bugie e le cose che crede questa gente. Non aver paura, non è une malattia. È una cosa quasi segreta, una curiosità.



NOVITA':

Carlo MATTOGNO

Una legge contro il revisionismo italiano ?
25 gennaio 2007, pag. 11, 150 K <pdf>

Auschwitz : sessant'anni di propaganda
27 gennaio 2007 <pdf>, pag. 31, 500K

DAL VIANELLISMO AL VISIONARISMO: I "CONCRETI FURORI" DI VINCENZO SCIACCA

La Risiera di San Sabba
Un falso grossolano (1985)

Articoli di Carlo Mattogno
delle anni '80

Rassegna di articoli inediti

Dilettanti allo sbaraglio II

Mattogno: Da Vianelli a Vianello, o il suicidio dell'antirevisionismo italiano

Una "nuova" fotografia aerea di Auschwitz-Birkenau

 

* * * * * * *

"I travisamenti e le menzogne dell'industria dell'Olocausto favoriscono la negazione dell'Olocausto" N. F.

 

Testi di Norman Finkelstein

Finkelstein è l'autore de L'industria dell'Olocausto, un libro di enorme successo negli USA e in Germania, nel quale accusa fra l'altro Israele di fomentare l'antisemitismo e di favorire il "negazionismo" per gli "eccessi" propagandistici e le "ipocrisie" sull'argomento. Antinegazionista, l'opera finisce comunque per "revisionare" più di una pagina della storia della IIa guerra mondiale.
L'industria dell'Olocausto

Il libro completo (PDF) con un clic

 

ALCUNI ARTICOLI CONTRO IL REVISIONISMO DI PRIMO LEVI


ARCHIVIO RASSINIER

ARCHIVIO FAURISSON

Novità : Robert Faurisson risponde a sei domande della giornalista Giovanna Canzano
suivi de la version française
<pdf> 17 p. 200 K 5 febbraio 2008.

ARCHIVIO CARLO MATTOGNO
ARCHIVIO CESARE SALETTA


ARCHIVIO FELDERER


IL RAPPORTO LEUCHTER

LA FINE DEL MITO !!!

con il testo del rapporto


Non colpevole a Norimberga
Le argomentazioni della difesa

Carlos Whitlock Porter

I Parte 1 I Parte 2 I Parte 3 I

Adesso anche in PDF


Pierre Guillaume: DELLA MISERIA INTELLETTUALE IN FRANCIA
Jean-Claude Pressac, preteso demolitore
del revisionismo olocaustico
[ 1 ][ 2 ]


Dallo sfruttamento nei lager
allo sfruttamento dei lager

LA GUERRE SOCIALE

Una messa a punto marxista
sulla questione del revisionismo storico
(1979)

I nostri nemici: Pubblichiamo anche i testi dei nostri nemici. Non abbiamo paura delle discussione e della critica.


11 Settembre 2001 : Per chi a fretta
<pdf> 2 p. tract

Paolo BARNARD, RICONOSCERE IL TERRORISMO DELLO STATO D'ISRAELE Una cronologia

Arthur BUTZ, Contesto storico e prospettiva d'insieme nella controversia dell'<olocausto> (1982) Premessa di Cesare Saletta.

Le accuse di sterminio circolate dopo la guerra avevano come origine quelle che circolavano durante la guerra. Tuttavia le differenze tra le une e le altre consentono di dedurre come le accuse del tempo di guerra non poggiassero su fatti reali -- Tanto i documenti del tempo di guerra, quanto il comportamento degli ebrei presenti nell'Europa occupata provano che non si era informati di un piano di sterminio -- Le organizzazioni ebraiche fuori dall'Europa occidentale, come il Joint Distribution Committee, il World Jewish Congress, la Jewish Agency, ecc., non si sono comportate come se credessero alle proprie accuse -- I governi alleati e i loro servizi di informazione non hanno mai fornito notizie suscettibili di dimostrarle -- Nemmeno il Vaticano ci credeva -- Le attività del Comitato Internazionale della Croce Rossa non si conciliano con le accuse di genocidio -- I documenti tedeschi non parlano di sterminio, bensì essenzialmente di un programma di espulsione e di installazione all'Est. Negli archivi dei campi di concentramento e in altri archivi tedeschi non c'è nulla sulle camere a gas -- Gli oppositori di Hitler, compresi coloro che lavoravano all'interno dei servizi di informazione della Wehrmacht, non erano assolutamente a conoscenza di un programma di eliminazione degli ebrei.(1960)

Arthur BUTZ, Breve introduzione al revisionismo sull'Olocausto,

Andrea CARANCINI, L'ONESTÀ POLEMICA DI SODALITIUM --Donoso Cortés e la controversia sul tradizionalismo, <pdf> 37 p.

Martin BROSZAT: Nessuna gassazione a Dachau (1960)

33 Domande e risposte -- Ciò che avreste (forse) sempre desiderato sapere, ma che i media concordemente tacciono


Michel CHOSSUDDOVSKY, Gridare al lupo - Allarmi terrorismo basati su intelligence inventata
<pdf> 8 p. 200 K

Confermato dai rapporti dei media, non c'è nessuna prova che i sospetti arrestati avevano realmente
comprato biglietti aerei che li avrebbero resi in grado di mettere a punto questa operazione. Molti dei
sospetti non possedevano neanche un passaporto. (Craig Murray, 14 Agosto 2006)
Nel frattempo, la fattibilità del piano (ad un livello tecnico-scientifico) è stata messa in discussione. Non è stato scoperto nessun laboratorio chimico, che avrebbe potuto confermare che gli accusati avevano le conoscenze o le capacità di creare una bomba col triperossido di triacetone (TATP), senza parlare dell'abilità di miscelare in maniera appropriata le mortali sostanze chimiche liquide a bordo di un volo transatlantico (Thomas C. Greene, 17 Agosto 2006)

Noam CHOMSKY: Alcune riflessioni elementari sul diritto alla libertà d'espressione

Jürgen GRAF, Majdanek - La vera storia

Eric J. HOBSBAWM, Quando la politica accieca gli storici

I Liberticidi : il ritorno
Il resto del siclo, <pdf> 3 p., 100K

Una proposta di legge per contrastare l'antisemitismo, la xenofobia e il razzismo su internet verrà presentato presto dal deputato del Pdl Alessandro Ruben, membro della comunità ebraica romana e presidente onorario dell'Anti Defamation League italiana.
"Si tratta di una problematica che sto approfondendo perché ha dimensioni internazionali", spiega Ruben. "L'intenzione è perseguire i siti con questi contenuti. E' come il Ku klux klan: nel momento in cui non era più possibile essere incappucciati, quel movimento sparì".

Anton MÄGERLE , Censura in Germania? Mai, a meno che...
Nella storia tedesca la censura è stata sfortunatamente più una regola che un'eccezione

Alberto B. MARIANTONI, Il "tandem" Us-Israel nel Vicino-Oriente
<pdf> 29 p. 300 K

Brian RENK, Sulle recenti "prove" delle aperture per l'introduszione dello Zyklon nel Crematorio II di Auschwite Birkenau
Traduzione di Andrea Carancini <pdf> 20 pag. 150 K

Germar RUDOLF, AUSCHWITZ VENNE LIBERATA O SEMPLICEMENTE OCCUPATA DALL'ARMATA ROSSA?

Bradley SMITH: Le controversie sull'Olocausto: è ora di un dibattito serio.

Serge THION: Verità storica o verità politica?

Serge THION: Il carattere necessario del caso Faurisson.

Fernando ABBA e Romolo GOBBI, "Complessità" e revisione
(estratto de Revisionismo e revisionismi, Graphos, 1996, p.7-20)

Una bibliografia revisionista estratta dall'Uomo libero (1996)

Il processo Holywar (sotto la legge Mancino)

Edoardo Longo
LA LEGGE CRIMINALE.
L'ECCEZIONE DI ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE DELLA LEGGE MANCINO
SVOLTA NEL PROCESSO "HOLY WAR AGAINST ZOG"

<pdf> 18 p. 400 K

Edoardo Longo
IL CASO HOLY WAR AGAINST Z.O.G.
<pdf> 32 p 700 K

Gian Pio Mattogno
La consulenza negata.
La consulenza tecnica al processo "Holy War against ZOG".
<pdf> 14 p. 350 K

TRIBUNALE INTERNAZIONALE DEI CITTADINI PER IL LIBANO
PROCEDIMENTO (2008)
promosso dalla Società civile libanese contro Israele
per gli atti da esso compiuti durante la guerra del luglio-agosto 2006
e per i danni per essa subiti dalla nazione libanese
Bruxelles 22-23-24 febbraio 2008


Un libro completo (adesso in PDF) Il caso Faurisson e il revisionismo olocaustico (Graphos, 1997)


PERCHE' SIAMO QUI

Uno spettro turba il mondo: lo spettro del revisionismo. Alla parola "revisionismo" sono stati dati più significati. Qui si tratta principalmente del revisionismo che considera come dimostrato che non vi sono state gassazioni omicide di massa nei campi di concentramento tedeschi in epoca nazista. Secondo un punto di vista che è condiviso da molti altri esperti, esso ritiene, inoltre, che non esista cifra definitivamente accertata per le perdite in vite umane, incontestabilmente ingenti, subite dalle comunità ebraiche durante la Seconda Guerra mondiale. Esso invoca l'applicazione dei metodi di uso corrente nella ricerca storica agli avvenimenti che hanno segnato l'esito della Seconda Guerra mondiale, dato che questi avvenimenti costituiscono la base comune della storia del nostro tempo.

IL REVISIONISMO NON È POLITICO E NON HA UNA POLITICA SUA

Il revisionismo è il normale atteggiamento dello storico. È ciò che differenzia la storia dal dogma religioso. In un dogma la verità è stata fissata e autenticata una volta per tutte: non vi è posto per il dubbio. Lo spirito umano è assetato di certezze e può trovare soddisfacimento in dogmi che da lunghissimo tempo sono presenti nella nostra cultura.

La storia è un tentativo di comprendere il passato dal punto di vista del presente. Noi pensiamo di voler conoscere e comprendere, nel linguaggio del nostro tempo, ciò che è accaduto 20, 50, 500 anni or sono. Ciò che hanno compreso coloro che ci hanno preceduto non è che uno degli elementi del quadro. Noi pensiamo di dover RIVEDERE il loro giudizio alla luce del nostro modo di pensare e con l'ausilio dei documenti di cui disponiamo e che forse vediamo in una luce nuova. La nostra comprensione è presa in un flusso che cambia di continuo. È così per il modo in cui vediamo Attila o Giulio Cesare, è così per il Rinascimento italiano e per le Rivoluzione francese. È inevitabile che un giorno sia così anche per la Seconda Guerra mondiale e per le immense sofferenze che ha provocato nel nostro piccolo universo.

Si troveranno dei revisionisti che appartengono a tutte le opinioni politiche. Ma essi sono vittime di una persecuzione fisica, intellettuale, morale, giudiziaria coordinata e organizzata da coloro che sono impegnati nel sostegno di Israele e nella difesa dei privilegi politici, militari e finanziari che Israele trae da una visione partigiana e parziale degli avvenimenti della Seconda Guerra mondiale, visione che i revisionisti giudicano erronea e menzognera. È questo il motivo per cui tutti coloro che sono fatti segno di questi feroci attacchi hanno provato un sentimento di solidarietà che va al di là delle loro personali opinioni politiche, che sono estremamente diverse, e giunge a quello stesso livello di generalità al quale essi vengono demonizzati da avversari che hanno il controllo dell'ortodossia dei media. Essi sono concordi nell'affermare che i fatti sono di importanza primaria e che debbono venire accertati con i metodi di impiego usuale nelle varie discipline del sapere storico. L'interpretazione dei fatti, poi, è una faccenda del tutto personale, che non ha niente a che vedere con il revisionismo stesso. I revisionisti come tali non si interessano in alcun modo alle questioni di razza e razzismo, come, invece, pretende una propaganda ricca di inventiva, non si curano dei tabù decretati da questo o quel gruppo d'interessi, non osservano nessuna regola politica e sicuramente non accettano che una qualunque verità venga sottoposta alla censura di un qualunque potere politico o di una qualunque ragion di Stato.

Lo spettro sta per materializzarsi. La stampa e gli ambienti politici sono messi a rumore dalla falsa convinzione che internet sia totalmente guastata da un potente complotto revisionista. E, invece, oggi le cose vanno così come sono andate da vent'anni a questa parte: l'enorme potere del revisionismo non è altro che un'illusione alimentata a proprie spese dagli avversari di esso. Noi siamo soltanto un pugno di individui senza danaro e senza relazioni influenti. Però abbiamo fatto il nostro lavoro; sappiamo di che cosa parliamo. Questa è la nostra sola forza; e in un mondo che si diletta di menzogne, di mezze verità e di scorpacciate d'ignoranza, questa forza è esplosiva.

Invitiamo i nostri visitatori a leggere. Ci sono più lingue di lavoro, ma siamo molto lontani da una situazione in cui tutto sia stato tradotto da una lingua in tutte le altre (a meno che non saltino fuori dei volontari...)

Questo sito comincia ad esistere (settembre 1996). Come sempre accade, dobbiamo nello stesso tempo imparare e costruire.

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Siamo un'impresa culturale che si propone di contribuire alla comprensione del nostro tempo.

A questo scopo apriremo qui parecchie rubriche che conterranno informazioni e insieme riflessioni su vari temi che ci appaiono, se non più importanti di altri, in ogni caso più urgenti. I nostri visitatori-lettori devono essere avvisati del fatto che certe idee, qui esposte sotto la responsabilità degli autori che firmano il proprio testo, potrebbero meravigliarli, sorprenderli, forse urtarli, e anche ripugnar loro. Se si trattasse di conformarsi alle ideologie dominanti, come fanno la maggior parte degli intellettuali, che mangiano a questa greppia, le cose sarebbero facili. La vostra buona stampa vi bombarda con le sue pesanti banalità. Quelli che cercano la verità debbono esser pronti ad andare fino all'osso, anche quando l'andarci fa male. Ma nessuno è obbligato a cercare la verità. In genere, è comodo non occuparsene. NESSUNO E' OBBLIGATO A VISITARE QUESTO SITO. Se lo fate, lo fate a vostro rischio e non dovrete andare, poi, a lamentarvi. Un proverbio insegna che "non tutte le verità sono buone a dirsi". Qui ci interessiamo in modo particolarissimo di verità che non sono "buone a dirsi". Siete avvisati.

Noi rifiutiamo il disprezzo, l'odio, la violenza, le classificazioni a priori. Siamo per il rispetto assoluto della persona umana. Facciamo una distinzione nettissima tra gli individui e le idee o le credenze di cui essi si fanno portatori. Rispettiamo gli individui reali, la loro storia concreta, le loro sventure palpabili, le loro gioie tangibili. Per contro, le idee più o meno generali, le credenze più o meno fantasmatiche, le affermazioni inverificabili e le innumerevoli produzioni dell'immaginario costituiscono un mondo autonomo pieno di violenze e di conflitti verso il quale il rispetto obbligatorio non ha parte alcuna.




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